Arisa, il brutto anatroccolo, così continuano a soprannominarla tutti: la bruttina che ci ha creduto, ha avuto successo, e improvvisamente si è risvegliata cigno. Ne avrà piene le scatole delle foto prima-dopo, dei “Ma come sei dimagrita!”, del ruolo della ragazza tanto buona da sembrare fessa, che si era dovuta cucire addosso per crearsi un personaggio perché il talento (e lei ne ha tanto), si sa, non basta.

A X-Factor sfoggia vestitini di pelle attillati e grinta da vendere, difende a spada tratta i suoi “protetti” e non perde occasione di alzare la testa con chiunque le metta i bastoni tra le ruote, persino contro un’intoccabile della televisione italiana come Simona Ventura. Sembra indemoniata, forse è solo sé stessa, l’Arisa repressa non c’è più, si è posizionata sul lato opposto della strada. Forse vuole solo recuperare il tempo perso in gonne troppo larghe e camicie dal gusto esageratamente vintage, da battute troppo caste, e da quello sguardo da brava ragazza paesanotta.

La metamorfosi è quasi completa Arisa, ce la puoi fare! Manca l’ultima fase: bisogna prendere ancora bene le misure e aumentare consapevolezza di sé, del controllo della propria femminilità. E basta tutti con ‘sta storia del brutto anatroccolo. Per me Arisa è sempre stata un furbo cigno mascherato.

 

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