Con l’arrivo della primavera le fiere dell’arredo (così come quelle per il matrimonio) fioccano come la neve, nelle maggiori città italiane: non c’è capoluogo ormai che non vanti un evento legato all’arredo e i poli fieristici si riempiono così di una produzione made in Italy che, tanto per cambiare, ci invidiano in tutto il mondo.

Appena te ne vai di casa, anche se disponi soltanto di un posto letto per studenti dove dormire, un giro alle fiere d’arredamento locali è auspicabile; diventa un must al passo successivo: quando si inizia a lavorare e si va ad abitare da sole/i, oppure quando si inizia una convivenza. Non parliamo poi di quando c’è un pargolo in arrivo: in quel caso non ci si può proprio sottrarre.

E, diciamoci la verità, a noi donne passeggiare per gli stand di queste fiere non dispiace affatto. Anzi: ci dà un non so che di soddisfazione, quasi come accade per gli infiniti pomeriggi di shopping con le amiche. Solo che in tal caso, per ritenerci davvero appagate, l’accompagnatore dovrebbe essere proprio lui, il partner.

Che naturalmente, di norma, preferirebbe addirittura un torneo di burraco piuttosto che la fiera dell’arredo (o la sessione di shopping che sia, come ben sappiamo). Ma la domanda è: perchè teniamo tanto a trascinarci dietro un peso che cammina per inerzia, senza alcun entusiasmo per ciò che vede?!?

A parte i rari casi in cui a essere euforico è lui (sono due i casi in particolare: o è gay oppure è un creativo), in tutte le altre circostanze il motivo è da ricercarsi nel fatto che noi donne abbiamo sempre (anche quando ci proclamiamo super-moderne) un progetto: di vita, di casa, di coppia, d’amore, di ordine e di bellezza. E in questi piani lui deve rientrare per forza. E deve anche decidere con noi (traduzione: dire sì a tutto quello che ci piace) circa l’arredo, i complementi, gli accessori che andranno a comporre il nido del nostro sopracitato progetto perfetto. (Luoghi comuni? Sì, ma decisamente verosimili).

Dunque, dato che per noi è così importante accollarci sulle spalle il suddetto sacco di patate, ecco qualche consiglio per riuscire nell’intento:

  • fategli credere che durerà poco e che non dovrà portare alcun peso durante la visita (cataloghi, gadget, preventivi e quant’altro andranno diligentemente in un trolley, che naturalmente trascinerà lui senza sforzo alcuno)
  • ditegli che la fiera è piena di punti di ristoro dove fermarsi a gustare qualche prelibatezza da fast food (tanto amate dal genere maschile)
  • parlate a gran voce degli sconti-fiera: se infatti riuscirete a trovare ciò che cercate tra gli stand, con un preventivo vi aggiudicherete una buona percentuale di sconto, andando ad incidere positivamente sul bilancio familiare
  • promettetegli di accompagnarlo alla prossima fiera sui motori (quel giorno naturalmente avrete la sindrome premestruale, che per non sbagliare durerà circa 10 giorni, se non due settimane).

Se proprio non riuscite a convincerlo a venire con voi, fatevi lasciare almeno il libretto degli assegni, così potrete fermare i vostri preziosissimi sconti-fiera. E con questo metto fine all’impietoso elenco di stereotipi di genere, che tuttavia in piccole dosi, aiutano ad affrontare la vita con un pizzico di ironia.

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