Anche in Italia sarà possibile usufruire del congedo parentale a ore per assentarsi temporaneamente dal posto di lavoro per questioni familiari, risparmiando sul monte ore e godendo di periodi di assenza più lunghi. Questa è una delle tante novità all’interno di un maxi decreto del Governo emanato per evitare di incorrere nelle multe dell’Unione Europea su alcune direttive (ben 31) mai recepite.

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Il congedo parentale su base oraria e non giornaliera fa parte di quelle iniziative volte a favorire la conciliazione familia-lavoro, soprattutto per le donne (ma non solo) senza pregiudicare lo stipendio a fine mese. Così facendo, infatti, è possibile gestire il congedo in modo part-time.

Soltanto il calcolo – demandato ai singoli contratti collettivi o aziendali – della somma di questi mini congedi potrà portare alla giornata di lavoro persa. Ma le giornate di lavoro non saranno più perse a prescindere.

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Potendo assentarsi per le ore necessarie e non per l’intera giornata come accade ora, i genitori di bambini entro gli otto anni avranno maggiori chance di stare vicino ai figli, teoricamente anche il doppio: una mezza giornata ciascuno di lavoro e l’altra pagata al 30% dello stipendio. Lo potranno fare anche in modo autonomo: il congedo vale per il genitore richiedente anche se l’altro non ne ha il diritto, perché magari disoccupato o non subordinato, e considera i due mesi prima e tre mesi dopo il parto e fino a sei mesi al massimo per ciascun genitore.

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Tra gli altri provvedimenti presenti nella bozza del decreto legislativo, si notano l’introduzione della fattura elettronica e di quella semplificata e sanzioni più pesanti per il trasferimento nei paradisi fiscali.

Fonte: Ansa