Comincerà a giugno e andrà in onda su Italia 1 Tamarreide, un nuovo reality show alla ricerca del vero tamarro italiano. Gli otto concorrenti selezionati, quattro ragazzi e quattro ragazze, partiranno su un camper che toccherà 5 città italiane (Napoli, Roma, Torino, Firenze e Milano), guidati dalla conduttrice Fiammetta Cicogna, che comunicherà con loro attraverso un computer di bordo, sul genere di Hal 9000 di “2001 Odissea nello spazio”.

Il camper naturalmente è stato risistemato a immagine e somiglianza dei protagonisti del reality e prevede un bagno, otto cuccette, una suite, un angolo cucina e tantissimi accessori kitch, come sedili foderati in finta pelle d’animale, cuscini con strass e altri particolari che si rifanno ai cliché sui tamarri.

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I concorrenti, che si chiamano Angelica, Cristiana, Marika, Melissa, Antonio, Claudio, Marco e Manuel, saranno impegnati a confrontarsi con altri animali della fauna urbana, come emo, rapper e pariolini, ma anche a sedurre una donna, confrontarsi con i VIP, gestire una sfilata, affrontare la nobiltà “di sangue”. I tamarri visiteranno discoteche, ma anche musei e monumenti importanti della nostra storia.

Ci si chiede se non si tratti di qualcosa di anacronistico e un po’ eccessivo. I tamarri sono un fenomeno degli anni ’80, in contrapposizione con i paninari, ma poi hanno seguito un’evoluzione giungendo alle due ragazze che l’anno scorso su SKY sono finite sulla bocca di tutti per le loro preferenze in fatto “calippo e bira“. È davvero necessario esaltare il grottesco insito in certi personaggi, o si tratta piuttosto di confrontarsi con le diversità?