Nel mondo d’oggi, quel “finché morte non li separi” non ha più molto senso di esistere. Tra separazioni e divorzi, infatti, il matrimonio è sempre meno un fatto eterno e, così, la società tenta di organizzarsi per tempo prima del fattaccio di una guerra legale.

Si è già visto come l’architettura abbia già pensato alle abitazioni strutturate per le separazioni, ma la vera innovazione arriva dal Messico, dove le istituzioni hanno pensato alla trovata delle nozze a scadenza. Una sorta di contratto a tempo determinato per la coppia, un co.co.pro. dell’amore.

Il funzionamento è abbastanza semplice: gli sposi firmano un contratto in cui si impegnano nei doveri coniugali per un massimo di due anni. Allo scadere del termine, si decide se rinnovare l’unione oppure proseguire su due percorsi separati, proprio come accade nei contratti di collaborazione lavorativa atipici. Il vantaggio di questa introduzione è che si eliminano le spese legali e gli stress dovuti a un divorzio, perché le suddivisioni dei beni e i reciproci doveri sono stabiliti dal contratto stesso.

L’idea ha avuto un certo rilievo in quel di Città del Messico, dove la nuova forma di {#matrimonio} è stata proposta dalla deputata Lizbeth Rosas Montero, rappresentante del Partido de la Revolucion Democratica:

«La riforma favorirà una relazione di {#coppia} più sana e armonica, e aiuterà a ristabilire il tessuto sociale e la stabilità della famiglia. Due anni di vita di coppia è un tempo minimo che già permette di capire com’è la vita a due. Se si rinnova significa che c’è intesa, che le regole della vita insieme sono chiare e che entrambe i coniugi hanno capito quali sono i propri diritti e doveri».

Nonostante la proposta sembri essere stata accolta favorevolmente dai cittadini, una grande opposizione si sta sollevando dalle istituzioni e della associazioni cattoliche, che si sentono offese in uno dei cardini del loro credo. Nel frattempo, non vi è altro da aggiungere: benvenuto al matrimonio precario.

Fonte: Donna Moderna.