Questa sera su Rai Uno andrà in onda la fiction “La leggenda del bandito e del campione” con l’attore Beppe Fiorello. La serie racconterà l’amicizia tra il ciclista Costante Girardengo e il bandito Sante Pollastri durante la prima metà del ‘900.

Ma non sono tardate ad arrivare le prime polemiche da parte di Costanza Girardengo, nipote del famoso Campionissimo italiano. Secondo la donna, la fiction infangherebbe il buon nome di suo nonno:

Temo che si voglia tracciare una figura un po’ diversa da quello che è stato mio nonno. Nella fiction ci sono degli episodi, a quanto ho letto (e vorrei essere smentita), che non sono reali e che nello stesso tempo sono molto gravi. Non permetterò che la memoria di mio nonno venga infangata.

La critica si rivolge sia alla produzione della serie TV, sia all’attore Beppe Fiorello. Le dichiarazioni di quest’ultimo lascerebbero trasparire una sorta di fasulla complicità tra l’anarchico Pollastri e Girardengo. Inoltre, Costanza Girardengo racconta che non è stata mai contattata dal produttore Mario Rossini e che è venuta a conoscenza della fiction attraverso la carta stampata:

Leggendo l’intervista di Beppe Fiorello a “Sorrisi” apprendo che il nonno avrebbe dato addirittura una copertura a Pollastro per espatriare in Francia: una cosa grave! In un altro articolo, pubblicato su “La Stampa”, leggo che c’era una donna in comune fra i due. Lo stesso Marco Ventura, nel suo libro ha scritto un capitolo intitolato “Il campione e il suo angelo” ovvero la storia di mio nonno e mia nonna che è una storia d’altri tempi. E poi l’amicizia tra i due… Le pedalate insieme, i giochi da ragazzi non sono mai esistiti, anche perché quando mio nonno già vinceva gare importanti l’altro era ancora un bambino.

La produzione ancora oggi non ha voluto rilasciare interviste e non ha nemmeno presentato il progetto alla nipote di Girardengo. Insomma, si tratta di un po’ di colore dato al soggetto della fiction oppure la storia che verrà raccontata questa sera è completamente inventata?

Di seguito presentiamo la canzone di Francesco De Gregori dedicata al famoso ciclista e all’anarchico Pollastri: