E di comportamenti non solo del bambino, ma anche della mamma. Infatti è necessario che tu faccia attenzione al comportamento del tuo bambino durante il primo periodo dell’asilo nido. Innanzitutto, se noti delle cose insolite, devi avvertire il personale didattico.

Se durante i primi giorni il tuo bambino piange e strilla dando chiari segnali di disagio, sarebbe bene non cedere, ma concedergli semplicemente più tempo per abituarsi al cambiamento. Ricordati che ogni bambino ha i suoi tempi, che vanno rispettati.

Ma attenzione anche al tuo comportamento.

Durante il primo periodo, è bene procedere con un distacco netto e deciso. Le fughe, gli improvvisi ritorni e i sensi di colpa non servono a nulla in questa fase e, anzi, sono controproducenti. Se hai optato per l’asilo nido è perché avevi valutato che per il tuo bambino questa sarebbe stata la soluzione migliore. La tua serenità verrà percepita dal piccolo e lo incoraggerà a cercare un suo ”nuovo spazio” all’interno di una comunità.

Questione di fiducia e paura degli estranei

Nel periodo d’inserimento non è da sottovalutare che la fiducia nei confronti delle insegnanti deve essere assoluta. Non per questo il tuo ruolo di madre viene compromesso. Il tuo bambino imparerà a fidarsi solo di persone verso le quali anche tu mostrerai fiducia. Dopo aver dato all’insegnante tutte le indicazioni in merito a tuo figlio, lascia che sia lui a prendersi cura del tuo bambino, senza intervenire quando sei presente e non del tutto d’accordo sul metodo utilizzato.

Non sottovalutare il fatto che il piccolo, in presenza di persone poco conosciute, potrebbe avere una reazione d’angoscia legata alla paura degli estranei. Prima di andare all’asilo il bambino deve superare questa paura: solo in questo modo il bambino può cominciare ad apprezzare anche il rapporto con i suoi coetanei tra i 18 e i 24 mesi, cioè quando la socializzazione diventa molto importante per la sua crescita.

Fino ad un anno e mezzo è bene, quindi, che il bambino non subisca bruschi allontanamenti dall’ambiente familiare; invece successivamente, intorno ai due anni, bisognerà incoraggiare le sue esplorazioni.