Dimostrare meno anni e portare in giro col sorriso sulle labbra i propri 40, 50 o 60 anni è tutto merito del DNA che ciascuno si porta dietro dalla nascita e dallo stile di vita che ognuno tiene. Più che creme di bellezza, lozioni, shampoo coloranti o sedute dall’estetista conta la metilazione, un processo chimico di modifica dell’apparato genetico di ciascuno, che tende a far sì che età biologica ed età anagrafica possano non coincidere.

A dimostrare quanto molti immaginavano è stato un gruppo di ricercatori della San Diego School of Medicine, nel sud della California, che hanno studiato il DNA umano, giungendo all’importante conclusione che non in tutti la bellezza della gioventù rimane anche in età avanzata. Gli studiosi hanno reso noto che basta un semplice esame del sangue per capire l’età biologica di una persona, senza quindi lasciarsi influenzare dall’assenza di capelli neri, dalla mancanza di rughe o da una postura che fanno sembrare più giovani e danno una bellezza che nasconde il peso degli anni.

Ma nello studio, l’aspetto estetico è marginale: determinare l’età biologica di una persona dà la possibilità di prevenire le malattie legate all’invecchiamento come l’Alzheimer o il Parkinson. Questo calcolo sarà molto utile nel campo della medicina preventiva, per capire lo stile di vita degli individui e scegliere i farmaci e le cure più adatte per giocare d’anticipo sulle malattie legate alla vera età, prevenendole e spingendo più in avanti l’aspettativa di vita media.

Dato che il tasso effettivo di invecchiamento è legato anche allo stile di vita, dove lo stress influenza negativamente, con questa scoperta la medicina preventiva potrà individuare in ciascuno i cambiamenti che potrebbero rallentare il decadimento delle molecole, incidendo positivamente anche sull’aspetto esteriore mantenendo più a lungo la bellezza delle persone.

Fonte: Ansa