Un consumo abituale di aspirina, per almeno due anni, potrebbe prevenire l’insorgenza del cancro del colon-retto. È il risultato di uno studio condotto dal professor John Burn, della Newcastle University, atto a controllare gli effetti dell’aspirina su circa mille volontari.

Tutti i volontari, i cui progressi sono stati seguiti per circa dieci anni, erano portatori del difetto genetico che causa la sindrome di Lynch,  che aiuta a sviluppare il cancro al colon. I ricercatori hanno voluto confrontare gli effetti dell’aspirina con quelli di un placebo, ottenendo risultati confortanti.

La sperimentazione è cominciata nel 1999, quando gli 861 volontari sono stati divisi in due gruppi: i componenti del primo avrebbero assunto due pillole di aspirina al giorno (circa 600 mg), gli altri una sostanza placebo. Al termine, è stato scoperto che entro il 2010 sono stati registrati 19 casi di cancro al colon tra i volontari del primo gruppo, contro i 34 tra chi invece aveva preso una placebo. Questo significa che i pazienti che hanno assunto due aspirine al giorno avevano un’incidenza di cancro al colon-retto ridotta di quasi il 45%.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, ha dimostrato inoltre che quando si prende un’aspirina per almeno due anni si ha la possibilità di ridurre il rischio di cancro del 63%. Naturalmente questo non significa che adesso tutti dovranno prendere almeno due pillole di aspirina al giorno nel tentativo di evitare il cancro, ma sicuramente potrebbe diventare una valida terapia per curare casi di alto rischio, sempre ovviamente sotto accurato controllo medico.