È in uscita nei cinema italiani dal 30 novembre “Assassinio sull’Orient Express, il film diretto da Kenneth Branagh e interpretato da un cast all star, tra cui Johnny Depp, Daisy Ridley e Michelle Pfeiffer, tratto dal celebre libro di Agatha Christie pubblicato nel 1934.

Da quando nel 2013 la 20th Century Fox ha annunciato il remake, l’attesa è stata febbrile, sia da parte degli amanti del giallo, sia da parte dei fan dei molto attori coinvolti: una mega-produzione hollywoodiana che non ha badato a spese.

A cominciare dalla scelta della pellicola: il film è stato girato in 65 mm, il doppio della dimensione del negativo 35mm, un formato che assicura un livello di definizione nel colore e nella gamma dei toni e dei contrasti che, per chi ama il cinema, è l’esperienza che maggiormente si avvicina alla visione dell’occhio umano.

Le riprese sono durate 13 settimane: nei Longcross Studios, a ovest di Londra, lo scenografo Jim Clay ha costruito una montagna alta 10 metri, con estensioni digitali che la fanno apparire molto più alta. Un set di questa dimensione ha richiesto il coinvolgimento di ingegneri strutturali nella progettazione, per garantirne la sicurezza, dato che vi sarebbe transitato e vi si sarebbe fermato un treno. La stazione di Istanbul è stata costruita nel teatro 1 dei Longcross Studios. Il treno, anch’esso creato in studio, è stato realizzato sotto la supervisione di un team esperti: la motrice dell’Orient Express è stata fatta in modo che potesse effettivamente muoversi davvero. A Malta, poi, la produzione ha innalzato un Muro del Pianto e l’ambientazione circostante.

Insomma, le basi per un block buster campione di incassi ci sono tutte. Diredonna ha visto “Assassinio sull’Orient Express” in anteprima: ecco trama, cast, recensione e una panoramica sul libro da cui è stato adattato.

Assassinio sull’Orient Express: la trama

Da Istanbul parte un treno di lusso verso Calais, un viaggio per personaggi di alto rango che attraversa l’Europa. Una valanga, alle porte di Brod, nell’allora Jugoslavia, chiude in trappola tredici estranei di nazionalità diverse: ciascuno di loro è un sospettato dell’omicidio di un ricco uomo d’affari. Hercules Poirot, il più grande detective del mondo, deve ricorrere all’abilità di tutte le sue “celluline grigie” per scoprire l’identità dell’assassino, prima che colpisca ancora.

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Il cast di Assassinio sull’Orient Express

Kenneth Branagh dirige ed è interprete in un cast all-star che comprende Johnny Depp, Daisy Ridley, Penelope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Michelle Pfeiffer, Josh Gad, e il celebre ballerino ucraino Sergei Poulin.

Assassinio sull’Orient Express: recensione

Branagh, facile alle sfide, dopo aver portato sullo schermo adattamenti ormai leggendari come “Enrico V” e “Amleto” di Shakespeare, “Frankestein” di Mary Shelley, “Jack Ryan” di Tom Clancy, si cimenta con il capolavoro di Agatha Christie e – soprattutto – con la pellicola del 1974 diretta da Sidney Lumet.

Sceglie per sé il ruolo del protagonista e, come il suo antecedente, si contorna di un cast a dir poco stellare (tra gli attori di Lumet figuravano accanto ad Albert Finney, Lauren Bacall, Sean Connery, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Anthony Perkins e Richard Widmark, solo per citarne qualcuno).

Il regista britannico, però, supportato dalla produzione stellare e dagli effetti speciali a disposizione, si diletta in inquadrature carambolesche, in lunghi piani sequenza, concede alla fotografia una patina che regala a ogni fotogramma un effetto che verrebbe da chiamare “vogueaiolo”, se ci si concedesse il neologisimo: tutto bello, anzi bellissimo, se non fosse per dialoghi estenuanti, al limite della sopportazione, che trovano nel finale la quintessenza della loro, sovente, inutilità. Quello che Lumet, nei liberi anni Settanta, chiudeva con un geniale brindisi diventa, nei tempi bui che stiamo vivendo, un pistolotto moraleggiante, didascalico all’inverosimile.

La versione italiana, per di più, paga un doppiaggio spesso fastidioso, a tratti decisamente ridicolo, che penalizza le ottime prove attoriali di tutti. Un film riuscito a metà, che può riscattare tanta sua lungaggine a patto che porti in sala le nuove generazioni a conoscere uno dei personaggi più riusciti della letteratura novecentesca

Assassinio sull’Orient Express: qualche curiosità sul libro

  • Pubblicato nel 1934, il giallo di Agatha Christie “Assassinio sull’Orient Express” è considerato uno dei più ingegnosi romanzi mai ideati.
  • Più di ottant’anni dopo la pubblicazione, il libro continua a essere amato da nuovi lettori che, generazione dopo generazione, restano avvinti dal mistero dell’omicidio, dalla storia e dal personaggio di Hercule Poirot.
  • Il fascino dell’Orient Express viene esaltato nell’opera della Christie e sono tanti i viaggiatori che ancora oggi desiderano scoprire i servizi offerti nelle prestigiose carrozze ferroviarie.
  • La stanza 411 del Pera Palace Hotel a Istanbul, dove si dice che la Christie abbia scritto il romanzo, è anch’essa una nota meta turistica.
  • Vi sono società e club letterari in tutto il mondo dediti alla riscoperta dei misteri di Agatha Christie, specialmente quelli che hanno per protagonista Hercule Poirot.
  • L’amato investigatore Hercule Poirot è uno dei personaggi più celebri da lei ideati, presente in 33 romanzi e in oltre 50 racconti.
  • La scrittrice, con oltre due miliardi di libri pubblicati, è stata superata nelle vendite solo dalla Bibbia e da Shakespeare.