Il tema dell’assenteismo nelle aziende visto dall’ottica danese, il paese con il record positivo di soddisfazione dei lavoratori e il tasso più basso di assenze dal lavoro per malattia. Un’indagine che data la sua grande estensione non permette di semplificare troppo, ma un dato c’è: le donne fanno più assenze.

Il lungo documento cerca di individuare le tanti voci e correlazioni sulle assenze per malattia, un tema delicato e importante, materia che può determinare scelte di politica economica a livello di Europa Unita (perché il welfare verrà sicuramente ridisegnato a causa della crisi), ma sarebbe errato cedere agli stereotipi etnici o di genere. Il fatto che le donne e i giovani rappresentino mediamente un rischio più alto di assenza dal lavoro di circa tre punti percentuali può avere mille significati, così come l’influsso dell’età.

Anche la distribuzione geografica dell’assenteismo – che in inglese non ha la connotazione negativa del termine italiano, è un fatto neutro – è molto complessa: in paesi come Danimarca, Olanda, la penisola norvegese, il tasso alto di istruzione è correlato a bassa assenza dal lavoro, mentre nel sud Europa ci si ammala di più soprattutto nelle fasce meno istruite. Ma anche qui, molti distinguo: ad esempio, l’Italia smentisce clamorosamente il dato che vorrebbe più malattia nel lavoratore insoddisfatto, stabilendo una serie di particolarità, come anche il fatto che nel Belpaese è praticamente ininfluente il fattore età. Dato che invece in altre nazioni è molto importante.

In pratica, volendo riassumere tutte le caratteristiche peggiori immaginabili per il lavoratore “tipicamente” assente, questo dovrebbe essere una donna, con un grado di istruzione basso, generalmente insoddisfatta del lavoro (ma non in Italia, dove succede il contrario), con una salute cattiva peggiorata da una famiglia numerosa e una condizione di salute percepita lontana dalla realtà. Al suo opposto, un uomo, cinquantenne, sposato con un solo figlio, di buona salute e soddisfatto del suo lavoro, nel settore privato, e ottimista sulla sua salute, è una garanzia di presenza di diversi punti percentuali migliore della media.

Fonte: Università Erasmus