La donna incinta non è una donna malata. Mettetevelo in testa. Potrà avere qualche voglia, un paio di nausee e del vomitino, ma non è malata, ha solo un’altra vita in grembo, motivo per il quale non deve essere sovraffaticata e sottoposta a forti stress, ma neanche relegata ad un letto.

La natalità in Italia diminuisce drasticamente e la causa non è soltanto la crisi economica, ma forse soprattutto la volontà della donna di non essere solo mamma, ma anche lavoratrice di successo, moglie sempre all’altezza di uomini sempre più pretenziosi e difficili da soddisfare, e donna capace di ritagliarsi degli spazi per il proprio benessere e per la condivisione di momenti di vita sociale. Essere donna come essere uomo, con la sola differenza che il sesso femminile ha un grande vantaggio: quello di poter vivere l’esperienza meravigliosa di procreare.

Qualche esempio? La schermitrice italiana Valentina Vezzali torna ai Mondiali dopo solo 80 giorni dal parto, ha continuato ad allenarsi allattando il suo piccolo tra una “fiorettata” e l’altra; Chiara Cainero, tiratrice di tiro a volo, ha vinto proprio nei giorni scorsi due ori portando in grembo un feto di 5 mesi; qualche mese fa Belen Rodriguez, tanto per citarne un’altra che, anche se non propriamente un’atleta, ha acceso una polemica proprio contro le donne che sfruttano la gravidanza per non lavorare e rimanere a casa.

Proprio la Rodriguez non ha mai smesso di andare in giro con il suo pancione, sottoponendosi a ore di registrazione in trasmissione (durante la gravidanza stava conducendo Italia’s Got Talent), non privandosi quasi mai dei tacchi alti e posando per xset fotografici che mettevano in mostra tutta la bellezza delle sue forme da primipara. Un eccesso? E perché mai? Il parto non è forse uno degli eventi più naturali che esistano al mondo? E non si ripete spesso che la donna incinta raggiunga la sua pienezza e uno degli scopi della creazione? Bisognerà mettersi d’accordo.

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