Sempre più spesso si sente parlare degli attacchi di panico, e sempre più persone sembrano soffrirne. Ma che cosa sono e perché compaiono?

L’attacco di panico è definito come un momentaneo e intenso disagio, un’improvvisa e spesso ingiustificata sensazione di paura o persino terrore, generata da stati d’ansia, malattie o stress. La sintomatologia parla di respirazione affannosa, sudorazione abbondante, nausea, formicolii, tachicardia, vampate di calore o brividi; in alcuni casi si può avere anche una sensazione di soffocamento e iperventilazione, accompagnati a un bisogno irrefrenabile di allontanarsi dal luogo in cui la crisi è comparsa.

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L’attacco di panico si differenzia dagli altri disturbi psicologici legati all’ansia proprio per il suo non essere (almeno apparentemente) legato ad alcunché. Le persone che ne sono colpite non sanno spiegare il motivo per cui si sono sentite improvvisamente così impaurite o a disagio, tanto che spesso i sintomi compaiono in momenti di tranquillità, o di banale quotidianità.

Quel che è certo è che si tratta di una sorta di circolo vizioso in cui la condizione psicologica scatenante fa peggiorare la condizione fisica, e in seguito il malessere del corpo produce un peggioramento ulteriore nella condizione mentale. La durata di questi attacchi è in genere di massimo 30 minuti, e tendono a ripetersi in chi ne ha sofferto una prima volta.

Purtroppo si tratta di un disturbo in continuo aumento, che colpisce sempre più persone, soprattutto se residenti in una grande città (negli Stati Uniti, è stimato che ben l’1,6% della popolazione ne soffra), dove la qualità della vita in termini di stress è certamente peggiore.

Cosa fare se ci si accorge di essere vittime di un attacco di panico? La prima cosa è senz’altro rivolgersi al proprio medico, illustrargli i propri sintomi ed esternare eventuali disagi. Bisogna sempre ricordarsi che pur trattandosi di un disturbo fortemente invalidante, è controllabile e curabile. Dopo di che sarà senz’altro utile l’incontro con uno psicoterapeuta o uno psichiatra, che valuterà se si tratta effettivamente di attacchi di panico in base ai cosiddetti criteri diagnostici del DSM IV, ovvero quelli descritti dal manuale diagnostico per i disturbi psichici. La psicoterapia è in grado di ridurre o prevenire gli attacchi di panico nel 70-90% delle persone che ne soffrono.

Mai pensare di poter curare gli attacchi solamente con una terapia farmacologica, poiché in questo modo di mettono semplicemente a tacere i sintomi, in modo non duraturo e non efficace. I farmaci devono essere sempre abbinati a una terapia e prescritti dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra.

Un apporto importante alla soluzione di questo problema sempre più diffuso, può venire dalle persone a cui siamo legati, e dalla propria famiglia. Sminuire la sofferenza di qualcuno che soffre di attacchi di panico, affermare che “non è niente di grave” o che “basta mettersi tranquilli” non è di alcun aiuto, e anzi tende a far sentire la persona incompresa e sfiduciata.

Si tratta quindi di un problema assolutamente superabile, purché affrontato con serietà e meglio ancora se tempestivamente, in quanto tende a cronicizzarsi. Per trovare supporto e confrontarsi con altre persone che soffrono di queste crisi, si possono consultare i molti siti Web nati sull’argomento, per esempio Disturbodipanico o l’Associazione Italiana Disturbi da Attacchi di Panico.