Mafia o terrorismo? È questo il grande dilemma da cui sono attanagliati gli italiani in questi giorni, in relazione all’attentato di Brindisi, in cui ha trovato la morte la giovanissima Melissa Bassi.

E intanto La Stampa pubblica la foto, stavolta reale, del presunto bombarolo: l’immagine è tratta dal filmato di una camera a circuito chiuso che riprendeva la zona dell’istituto professionale al momento dell’accaduto.

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Si tratta di un uomo, caucasico, di età tra i 50 e i 55 anni: sarebbe stato lui a premere il pulsante dell’innesco alle 7,37 di sabato mattina a Brindisi. L’immagine ha il volto sfocato, dato anche che c’è la presunzione di innocenza, proprio per non scatenare una caccia all’uomo e per non compromettere le indagini. La ragione dell’attentato era stata ravvisata nell’occasione di questi giorni in cui si ricorda la lotta alla mafia, poi si era pensato anche a un atto di terrorismo da parte del FAI.

Ma l’organizzazione mafiosa presente in Puglia è la Sacra Corona Unita, che solitamente non usa operare in questo modo: non solo per le modalità casalinghe con cui l’ordigno è stato costruito, ma anche per l’obiettivo, una scuola, che non risponderebbe al codice d’onore interno alla SCU. Sembra anche caduta l’ipotesi terroristica, anche perché ci sarebbe stata una rivendicazione: si pensa infatti più che si tratti di un caso isolato perpetrato da un pazzo.

Oggi ci saranno i funerali alle 16,30 presso la chiesa madre di Mesagne. Sui social network però la tragedia sta venendo affrontata con la solita leggerezza: tanti i messaggi di solidarietà, per poi passare poco dopo a piangere il prossimo artista morto, dopo che in vita si sapeva poco o nulla di lui. E spunta anche il fake del presunto attentatore, in poche ore diffuso a macchia d’olio su Facebook.

Fonte: La Stampa.