Dunque o sappiamo far ridere o sappiamo far l’amore. Le due cose in una donna pare non possano coesistere, almeno secondo qualcuno.

E’ stato il produttore e patron del Napoli Aurelio de Laurentiis a sfoderare una sottile quanto insolita vocazione alla misoginia, quando un paio di settimane fa durante la manifestazione Cinè ha dichiarato, ripetendolo per altro, che le attrici ITALIANE quando fanno le comiche non sarebbero “trombabili”, o almeno non verrebbero percepite tali dal pubblico maschile.

Ora: non mi stupisco tanto del linguaggio utilizzato, in quanto trovo che il maschio italico fatichi a fare suoi termini più sobri; quel che contesto è proprio il concetto. Perchè tra la bellezza, l’ironia, il saper recitare e infine il grado di “trombabilità” di una donna c’è la stessa connessione diretta che intercorre tra i cavoli e la merenda.

Inutile dire che de Laurentiis ha avuto un’uscita quanto meno pessima. La domanda è: si tratta di un’affermazione rappresentativa, condivisa e/o condivisibile dall’occhio malizioso del maschio italico medio?!? Oppure è soltanto un sasso che può finire di adagiarsi sul fondo di un dimenticatoio fin troppo popolato ahimè?

Il problema vero però temo sia un altro: la popolazione maschile infatti pare convinta che a darci fastidio sia il fatto di apparire potenzialmente “non trombabili“. Forse, e dico forse, gli uomini non hanno capito che quel che davvero non ci va giù è il fatto di venire giudicate esclusivamente per il nostro presunto sex appeal.

Come al solito siamo paragonate solo ad oggetti. E se abbiamo altre qualità, queste cancellano automaticamente la nostra capacità di accoppiarci e conseguentemente di conservare la specie. Quasi come se fosse assolutamente necessario procreare altre menti ugualmente prive di spessore, destinate ad appiattirsi in un tiepidume culturale misogino e ormai anche assai monotono…. Ecco vista così la questione, direi che un grado di trombabilità intorno allo zero potrebbe addirittura essere utile alla società tutta.

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