Auditel gonfia i dati di ascolto Rai e Mediaset. Ad affermarlo è l’Antitrust, ovvero l’autorità garante che vigila e controlla la corretta concorrenza sul mercato. Fino a questo momento si erano sempre insinuati dei dubbi sulla veridicità dei dati d’ascolto divulgati da Auditel, ora la condanna è ufficiale.

Tutto è cominciato da un esposto nei confronti di Auditel, per i dati di ascolto di Rai e Mediaset, presentato nel 2009 all’Antitrust da SKY.

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In seguito è stato avviato un processo, al termine del quale è stato consultato il Garante per le Telecomunicazioni. Ora l’Antitrust si prepara a emettere la condanna basandosi su delle accuse ben precise.

Per prima cosa, nel periodo fine 2009 – fine 2010, l’Auditel non ha divulgato i dati di ascolto “per ciascun canale e per ciascuna piattaforma trasmissiva” come invece avrebbe dovuto, ostacolando l’ingresso di nuovi editori televisivi a favore del “duopolio Rai-Mediaset”, che tra l’altro sono proprio le principali azioniste di Auditel stessa.

Inoltre l’Antitrust accusa Auditel di attribuire erroneamente i risultati della sua indagine anche alle famiglie che non hanno il televisore, producendo dati di ascolto che si basano su una sovrastima a favore dei maggiori canali televisivi, con effetti chiaramente discriminatori.

Su tutto ciò il Garante per le Telecomunicazioni ha espresso il suo parere non vincolante, che da una parte ridimensiona la colpa di Auditel nell’aver rinviato la diffusione dei dati per tutti i canali, spiegando che l’avrebbe fatto in attesa di elementi definitivi e più attendibili. Di contro, però, condanna l’istituto di rilevazione per aver incluso nelle sue elaborazioni anche chi non possiede un apparecchio TV.

Una questione quindi ancora molto controversa questa degli ascolti Rai e Mediaset che rischia alla fine di penalizzare solo i piccoli editori che non riescono a entrare nel mercato a discapito dei cittadini> che godono di un minore pluralismo.

Fonte: Repubblica