L’Antitrust condanna la società che si occupa del monitoraggio degli ascolti televisivi in Italia, accusata di sovrastimare i dati d’ascolto andando a favore delle principali reti generaliste, socie di maggioranza della società stessa.

Un duro colpo per l’Auditel, per cui si prospetta il pagamenti di una multa milionaria da 1.806.604 euro per favoreggiamenti a Rai e Mediaset.

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L’accusa è quella di abuso della propria posizione dominante sul mercato delle rilevazioni degli ascolti televisivi:

“Ostacolando la corretta valorizzazione delle diverse piattaforme di trasmissione, pregiudicando le potenzialità di crescita e frenando lo sviluppo di nuove offerte televisive”.

Così facendo l’Auditel è riuscita ad influenzare negativamente il mercato della raccolta pubblicitaria televisiva, ma anche quello dell’offerta dei servizi a pagamento e dell’offerta all’ingrossi dei canali televisivi. Tutto questo per andare a favore dei due principali editori televisivi non satellitari presenti in Italia, guarda caso entrambi soci di maggioranza della stessa Auditel: Rai e Mediaset.

L’istruttoria è stata avviata nell’autunno del 2009 a seguito di un esposto presentato da SKY. Il marchio fornitore di servizi televisivi via satellite denunciò diverse mancanze ed azioni scorrette da parte dell’Auditel, tra le quali si segnalano, nel periodo che va dal 2009 al 2010, la mancanza di una completa pubblicazione quotidiana dei dati di ascolto divisi per canale e per piattaforma di trasmissione (analogica, digitale satellitare, TV via web). Dalla seconda metà del 2008 fino al gennaio 2010, avrebbe invece ostacolato la pubblicazione quotidiana dei dati di ascolto delle emittenti rispondenti alla categoria “Altre Digitali Terrestri”.

Sembrerebbe certo inoltre che gli share delle TV generaliste nazionali siano stati gonfiati ad hoc anche mediante l’attribuzione di dati d’ascolto a famiglie non dotate di apparecchi televisivi, generando una sovrastima dei dati riguardanti le reti non trasmesse su satellite. Quest’ultimo reato risulterebbe ancora in atto, proprio per questo l’authority ha stabilito che la società dovrà comunicare entro tre mesi le misure adottate per la sua cessazione. L’Auditel ha annunciato un ricorso al TAR dichiarandosi totalmente estranea alle accuse ricevute.

Fonte: Repubblica.