Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, ha dichiarato di comprendere alla perfezione la situazione di Michele Santoro che qualche anno fa lo ha visto come protagonista, quando aveva intrapreso azioni legali contro la Rai per essere reintegrato in azienda in seguito al così detto “editto bulgaro“.

Augusto Minzolini, infatti, ha dato pieno mandato ai suoi due avvocati Nicola Petracca e Federico Tedeschini di procedere per vie legali al fine di ottenere il suo reintegro nelle funzioni di direttore del Tg1. Ed è stato proprio con l’avvio di queste procedure che l’ex direttore ha intravisto una certa somiglianza tra la sua situazione e quella che qualche tempo fa aveva coinvolto il conduttore di Servizio Pubblico, Michele Santoro:

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«Sono diventato un azzeccagarbugli, contro la mia natura. Mi hanno proposto di andare a New York, ma per ora non accetto nulla e vado avanti con il ricorso. Devi fare per forza così per difenderti, uso gli stessi metodi dell’azienda. Ora capisco Santoro con i suoi ricorsi e i tribunali. Ha fatto bene. Se me lo avessero chiesto se ne poteva anche parlare, ma hanno applicato per la prima volta una norma che è inapplicabile solo per farmi fuori. Allora mi inca**o e divento un azzeccagarbugli. Già sto pagando una pena perché sono stato rinviato a giudizio, come il 97 per cento delle persone che passano dal tribunale di Roma, ma sono stato costretto ad andare via. Per questo la butto su questo piano».

Ma Augusto Minzolini non si ferma qui: sostiene addirittura che, avendo rimborsato per intero le spese effettuate con la carta di credito aziendale, in realtà la Rai, a conti fatti, ci avrebbe guadagnato.

«Per due anni nessuno mi ha detto niente, perché se qualcuno mi avesse chiesto di mettere i nomi dei miei ospiti lo avrei fatto. Ma il bello è che nessuno dei miei predecessori ha mai scritto un nome delle persone con cui andavano a pranzo e a cena. Hanno applicato alla lettera una circolare interna solo con me. E il colmo è che le spese di rappresentanza io alla fine le ho rimborsate mentre la Rai le ha scaricate fiscalmente. La Rai ci ha guadagnato, non è un paradosso?».

Fonte: Il Messaggero