In vista aumenti d’imposta per i proprietari di casa che abbiano dato in locazione un immobile: il saldo Imu si preannuncia più caro.

Secondo le previsioni, gli aumenti d’imposta, rispetto all’acconto, potrebbero raggiungere l’80%. È d’obbligo il condizionale, ma per ora l’informazione si ferma qui: per il saldo finale di dicembre, si dovranno adeguare gli importi agli eventuali aumenti di aliquota decisi dai Comuni. Uno studio elaborato da Confedilizia sulle case date in affitto ha calcolato che gli incrementi rispetto alla prima rata versata potranno essere notevoli, anche dell’80%, come a Roma, Napoli, e Perugia.

Secondo l’Ufficio Studi della Confedilizia, l’applicazione dell’aliquota maggiorata deliberata dai vari Comuni influirà negativamente sul comparto degli affitti, in particolare per gli affitti con contratto libero, ovvero il classico “quattro più quattro”. Il rischio maggiore è che l’aggravio dell’imposta scoraggi gli affitti, in quanto i locatori sarebbero costretti a ”investire” nelle tasse una buona parte del canone e potrebbero decidere di lasciare gli appartamenti sfitti piuttosto che pagare tasse salatissime oppure di aumentare notevolmente i canoni degli affitti.

Ma i proprietari di case potrebbero trovare anche un’altra soluzione: affittare “in nero“, vanificando tutti gli sforzi per la lotta all’evasione fiscale: un’ironia dopo la tanto attesa emersione degli affitti in nero. Il maggior esborso dell’imposta da Ici a Imu ha una motivazione ben precisa: all’aumento dell’aliquota si aggiunge l’incremento del 60% della base imponibile, a causa della variazione del moltiplicatore da applicare alla rendita catastale.