Varie le misure inserite nel disegno di Legge Stabilità allo scopo di evitare ai contribuenti il taglio delle agevolazioni fiscali in essere per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica.

Fra le principali, l’aumento dell’Iva alll’11 e al 22%; l’operazione ”Cieli bui”, ovvero il risparmio energetico nella pubblica illuminazione; limiti per i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni a favore delle imprese e tagli all’Irpef.

Per quanto riguarda l’Iva, è stato deciso un aumento all’11% e al 22%: il primo in particolare per i materiali edili e il 22% per le compravendite in generale. Come abbiamo precisato, l’aumento dell’Iva serve ad evitare i tagli alle detrazioni fiscali del 36% e del 55% per cento. Ma l’aumento dell’imposta è previsto solo per gli ultimi tre mesi del 2012.

Quindi, dal primo ottobre fino al 31 dicembre 2012 le aliquote Iva del 10 e del 21% vengono aumentate di un punto ognuna e portate rispettivamente all’11 e al 22% per tornare nel 2013 al 10 e al 21%. Dal primo gennaio 2014 aumenteranno ulteriormente di 0,5 punti. La riforma fiscale può evitare gli aumenti dal 2013, se arriva. In effetti, l’aumento dell’Iva è arrivata in mancanza di approvazione di una riforma in materia fiscale e assistenziale entro il 30 settembre 2012.

Abbiamo accennato anche all’operazione “Cieli bui” quale misura per evitare tagli alle agevolazioni. L’operazione “Cieli bui” è rivolta al risparmio energetico, ovvero al contenimento della spesa pubblica attraverso il risparmio energetico e l’ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici, per il quale in particolare è prevista l’emanazione di un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri per la definizione di adeguate soluzioni tecnologiche.

Per il risparmio energetico, le soluzioni sono varie: lo spegnimento o l’affievolimento dell’illuminazione durante le ore notturne e in zone da definire nelle aree urbane o extraurbane e l’utilizzo di soluzioni tecnologiche a spegnimento temporizzato e automatico, in grado di garantire una maggiore efficienza energetica dei dispositivi di illuminazione.

Per quanto riguarda il ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali tra imprese e tra imprese e pubbliche amministrazioni, in base alla direttiva 2011/7/UE, viene previsto un termine di 30 giorni per i pagamenti, dopo il quale si applica un tasso di interesse base maggiorato dell’8%. Nelle transazioni tra privati è garantita la libertà contrattuale, ma in genere non si può superare il termine di 60 giorni a meno che il contratto non preveda diversamente o che particolari lavorazioni richiedano tempi di pagamento più lunghi, ma non clausole svantaggiose per il creditore.