Dopo la manovra per rendere nullo il quesito referendario sul nucleare, il governo ci riprova con l’acqua. È di ieri la nascita dell’Authority dell’acqua, la cui presenza è stata approvata inserendo una norma all’interno del Decreto sullo sviluppo economico. Compito del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, spiegare il ruolo di questo nuovo organismo:

“Era necessario completare la riforma creando un organismo di controllo forte. Ci saranno più garanzie per cittadini e per l’ambiente, più poteri regolatori sulle tariffe e sanzionatori per perseguire ogni possibile abuso”.

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Di fatto la norma in questione non definisce l’annullamento del quesito, ma contribuisce a creare confusione sull’argomento. Un’autorithy è del tutto superflua, perché non può esistere regolamentazione tariffaria e concorrenza per quello che è ancora a tutti gli effetti un bene pubblico. Come sostengono i comitati promotori del referendum questo organismo non è necessario, in quanto il servizio idrico è un monopolio naturale, non vi è alcun mercato da regolare e non può esserci nessun profitto legato all’acqua pubblica.

La mancanza di informazione mediatica, reclamata a gran voce dalla Commissione di Vigilanza Rai, sta contribuendo a indebolire sempre di più l’importanza di questo referendum. Nonostante spetti alla Cassazione la decisione finale sul quesito legato al nucleare, l’enfasi iniziale pare scemata.

Sondaggi recenti vedono in grande calo l’ipotetico raggiungimento del quorum, ma le conseguenze derivanti dall’astensionismo potrebbero essere nefasti sui benefici e la salute di tutti.

A detta di molti, la strategia finale del governo sarebbe legata alla necessità di sfiancare l’interesse nei confronti del referendum, in modo da impedire che i cittadini si esprimano sul legittimo impedimento. Ma dichiarare la propria opinione attraverso il referendum è un diritto costituzionale di tutti i cittadini, e per questo motivo per informare e sollecitare il passaparola sono scese in campo anche Greenpeace e il WWF. La prima con una petizione on-line per arginare la decisione pro nuclearista governativa, e il WWF attraverso un video dove il presidente nazionale, Stefano Leoni, invita ad andare alle urne:

“Segnate sulle vostre agende e fate segnare sulle agende dei vostri amici e conoscenti le date del 12 e 13 giugno. Sono i giorni in cui si svolgeranno i referendum. Bisogna andare ai seggi a votare per abrogare le leggi che riaprono la politica nucleare in Italia e quelle che obbligano alla privatizzazione del servizio idrico”.

Di seguito il video dal titolo Andiamo a Votare. Chi volesse leggere i quesiti referendari può rivolgersi, invece, all’apposita sezione di Forum Civico.