Aumentano i casi di Sindrome Autistica ma migliorano le terapie, è questo quanto spiegato al convegno “Autismo Infantile. La centralità della diagnosi precoce per un progetto terapeutico mirato” tenutosi a Roma sabato scorso.

I dati dicono che in Italia un bambino su duecento è autistico e obbliga i ricercatori a trovare nuovi approcci per stabilire le adeguate terapie, che devono variare da bambino a bambino, come spiegato da Federico Bianchi di Castelbianco e Magda Di Renzo, rispettivamente direttore e responsabile del servizio Terapia dell’Istituto di Ortofonologia (IDO), durante il convegno:

«Un unico metodo non funziona per tutti. Da qui la proposta di due progetti distinti, uno relativo all’individuazione del disturbo, l’altro alla terapia: circa il 70% dei {#bambini} in cura ha migliorato la propria diagnosi passando da una situazione di autismo a una di spettro autistico, mentre il 24% è addirittura uscito dall’autismo a dimostrazione che questo disturbo è una gabbia da cui si può anche uscire».

La Sindrome Autistica, definita dall’OMS “un disturbo pervasivo dello sviluppo”, si manifesta entro il terzo anno di età tramite dei problemi nella comunicazione e nell’interazione sociale. Grazie alle cure sono però sempre di più i piccoli che riescono a migliorare la propria situazione, mentre una parte è addirittura in grado di uscirne, a conferma dei progressi fatti in questi ultimi anni in questo settore.