Diagnosticare disturbi autistici già a 12-18 mesi d’età. E’ questo l’obiettivo di due progetti di ricerca avviati all’ospedale Burlo Garofolo di Trieste, che seguono il modello Early Start Denver Model per l’individuazione ed il trattamento precoce della malattia.

Il primo progetto riguarda lo screening e diagnosi molto precoce dei disturbi dello spettro autistico per mettere in evidenza fra i 12-18 mesi la presenza di segnali di rischio; il secondo serve per mettere a punto ed implementare un protocollo diagnostico terapeutico condiviso ed integrato per la diagnosi e presa in carico precoce dei bambini, con una scala di valutazione basata sull’osservazione di alcuni comportamenti del piccolo.

L’autismo si manifesta entro i primi tre anni di vita con inabilità nell’interazione sociale, comunicazione, capacità immaginative e comportamenti ripetitivi. Attualmente si preferisce parlare di disturbi dello spettro autistico (1 su 88 bambini) e nella maggior parte dei casi è dimostrabile una causa genetica.

Proprio a questo riguardo, secondo una recente ricerca pubblicata su Pediatrics,  un modesto ma costante aumento di peso in gravidanza potrebbe essere indicativo di una sottostante causa di una situazione gestazionale di autismo. Non si tratterebbe, quindi, di un rapporto causa/effetto  – aumento di peso uguale autismo – quello scoperto dai ricercatori dell’Università dello Utah, ma un’associazione tra i disturbi dello spettro autistico (ASD) e il guadagno di peso durante la gestazione, che è supportato da problemi ormonali e infiammazione organica.

I risultati di questo studio sono importanti – sottolinea Deborah Bilder, autrice principale dello studio e professoressa di psichiatria presso la UU – perché forniscono indizi su ciò che può aumentare il rischio di essere affetti da un disturbo dello spettro autistico e forniscono una direzione specifica per i ricercatori nel proseguire la ricerca sulle cause dell’ASD. I medici  sanno da lungo tempo che una corretta alimentazione è fondamentale per una gravidanza sana. Le donne incinte non dovrebbero cambiare la loro dieta sulla base di questi risultati. Piuttosto, questo studio fornisce un altro pezzo del puzzle dell’autismo che i ricercatori stanno esplorando“.