Nei neonati prematuri la probabilità di soffrire di autismo è fino a cinque volte superiore rispetto ai bambini nati a termine, e con un peso regolare. Lo sostiene un gruppo di studiosi statunitensi, i quali affermano che questa patologia è molto più comune nei casi di parti pretermine.

I bambini prematuri, vale a dire venuti al mondo tra la 20esima e la 37esima settimana completa di gravidanza, non solo hanno spesso un basso peso alla nascita ma rischiano complicazioni dovute al mancato sviluppo di alcuni organi vitali, come ad esempio i polmoni. A queste problematiche si aggiunge anche un maggiore rischio di autismo.

Secondo i ricercatori della School of Nursing della University of Pennsylvania, infatti, i bambini nati sottopeso possono essere maggiormente caratterizzati da problemi dello spettro autistico a causa delle possibili emorragie cerebrali, purtroppo abbastanza comuni nei prematuri. Per arrivare a sostenere questa teoria, gli studiosi hanno analizzato attraverso un sistema di ultrasuoni il cervello di oltre ottocento bimbi nati tra il 1984 e il 1987, monitorando i cambiamenti e lo sviluppo durante gli anni.

Sebbene le cause che portano a un parto prematuro siano per la maggior parte delle volte sconosciute, esistono alcune abitudini che senza dubbio possono rendere più grave una situazione già problematica, come l’abuso di alcolici e il vizio del fumo.

Solo un anno fa, inoltre, è stata sperimentata in una clinica ospedaliera di Torino una metodologia di cura che si rivolge proprio ai neonati prematuri, basata sulla vicinanza fisica dei genitori del piccolo che si sostituiscono alla stessa incubatrice.

Si chiama metodo della Mamma Canguro e consiste proprio nel contatto fisico del neonato con la mamma, o con il papà, dai quali il piccolo è in grado di assimilare il calore necessario per respirare senza aiuti artificiali.

Fonte: Time