Sorpresa: le donne italiane sono più sicure di sé e non mancano di autostima. Nonostante le tante difficoltà causate dalla precarietà nel mondo del lavoro, il timore per il futuro non scalfisce la consapevolezza del proprio valore e del significato di essere donne oggi.

Una positività emersa dal sondaggio di Ispo su “Donne e autostima“. La società di Renato Mannheimer ha scandagliato le opinioni di 600 donne di tutte le età in tutto il paese per un’istantanea della condizione femminile nel Belpaese. Che abbiano mentito, o edulcorato, le risposte o meno, fatto sta che sembra proprio che per le donne italiane l’autostima ha una valenza positiva, non rappresenta una fonte di stress il continuo esame della società e la famiglia è ancora la fonte principale del proprio riconoscimento.

Una media molto alta, l’89 per cento, ma i picchi delle più convinte si trovano nelle donne tra i 25-34 anni (93 per cento) e le over 55 (90 per cento), cioè in quelle fasi di particolare bilancio della propria vita. Il livello dell’autostima femminile è cresciuto per una donna su due negli ultimi anni. E sono soprattutto le donne più giovani che sedimentano nel tempo la stima di sé (59 per centon ella fascia d’età 25/34 anni) e chi ha un titolo di studio (65 per cento delle laureate rispetto al 29 per cento delle donne con licenza elementare). Ma ciò che soprattutto sembra essere determinante nel condizionare l’autostima nel tempo è la dimensione professionale.

Così commenta lo studio:

«Si capisce quindi come, in larga misura, le donne riconoscono il forte condizionamento che alcuni aspetti della vita esercitano sul proprio livello di autostima: in primis, famiglia e benessere psicofisico, anche se per le più giovani, e in modo più marcato rispetto alla media, sembrano essere tuttavia determinanti soprattutto il lavoro e le relazioni sociali».

Il profilo della donna realizzata? Manager, laureata, libera professionista, o anche impiegata, insegnante, 45 anni, del Centro Nord. Una donna capace di trovare dentro di sé le soluzioni per una quotidianità sempre più complessa e articolata.

La morale di questa ricerca è duplice: da un lato si comprende come le donne italiane sono sempre più consapevoli delle loro risorse interne, dall’altro riconoscono nel lavoro la condizione più concreta di metterle a frutto, senza dimenticare però i valori relazionali. La famosa questione del «come fa a fare tutto», per le donne, semplicemente, è una domanda la cui risposta è «perché così mi sento realizzata».

Fonte: La Stampa