Fa un certo effetto ritrovarsi improvvisamente avvolti dal grigiore di una piovosa mattinata di inizio gennaio, in pieno centro a Milano, dopo aver trascorso oltre due ore e mezza in un universo fatto di colori vivaci e ambientazioni fantascientifiche. Questa è infatti la fotografia perfetta di Pandora, il mondo creato da James Cameron per la sua nuova pellicola Avatar, proiettata in anteprima nazionale (grazie alla partnership con Adobe) sabato 9 gennaio alla Multisala Plinius in viale Abruzzi, proprio nel cuore della città meneghina.

Sulla genesi del kolossal, la cui idea di base è stata abbozzata dal regista di Titanic addirittura alla metà degli anni ’90, è già stato detto tutto: trailer, indiscrezioni e fughe di notizie hanno rivelato sia il concept che sta alla base della produzione che particolari relativi alla trama. Inoltre, essendo l’Italia l’ultimo paese al mondo ad ospitarne la proiezione per scelta della 20th Century Fox, non risulta difficile immaginare la diffusione sui circuiti peer-to-peer di copie illegali, magari in lingua originale, nonostante all’anteprima milanese i parecchi addetti alla sicurezza abbiano tenuto d’occhio il pubblico sia prima che durante tutto il tempo dello spettacolo.

Avatar comunque va gustato come si deve, per apprezzare appieno l’imponente lavoro effettuato in termini visivi. Dall’inizio alla fine personaggi, vegetazione e la bizzarra fauna di Pandora sono rappresentati al meglio in 3D e, in più di un’occasione, nelle fasi più concitate capiterà di balzare sulla poltrona per l’impressione di essere coinvolti in prima persona nell’azione. Da un punto di vista prettamente tecnico, di produzione e post-produzione, il film più costoso della storia non delude dunque le aspettative e si pone come nuovo metro di paragone per le pellicole che senza dubbio vedremo esordire al cinema nei prossimi anni.

Focalizzando invece l’attenzione sulla trama e sul suo sviluppo, il parere non può che essere un po’ meno entusiastico. L’idea alla base della sceneggiatura non è delle più originali e, sebbene nel suo svolgimento vi si possano ritrovare qualche spunto interessante e il tentativo di creare una metafora dal sapore agrodolce con l’attualità del nostro mondo, non può certo essere definita innovativa. Anche i modelli utilizzati per dare vita agli abitanti di Pandora e ai Na’Vi, le creature che ne popolano le terre, sembrano in più di un’occasione presi direttamente da altri film. Citazioni o riciclo di idee? Ovviamente, per non rovinare la sorpresa, è meglio non rivelare alcun ulteriore particolare.

Le oltre due ore e mezza scorrono comunque in modo piacevole e avvincente. Anzi, la creatura di Cameron è talmente imponente e ambiziosa al tempo stesso che in alcuni momenti si ha l’impressione che la narrazione subisca delle volontarie e improvvise accelerazioni, per poi lasciare posto alle sezioni più spettacolari. Ovviamente, dilungarsi oltre non sarebbe stato possibile e forse nemmeno dividere quanto raccontato in più parti, senza lasciare gli spettatori delusi da un finale aperto. Comunque, considerando il successo ottenuto ai botteghini fin dal suo esordio, ci sono pochi dubbi in merito ad un possibile sequel.

A pochi giorni dal suo debutto italiano, fissato per venerdì 15 gennaio, cosa consigliare dunque agli indecisi? Avatar vale il prezzo del biglietto? Decisamente sì, soprattutto se goduto in 3D, in una sala all’altezza e da una posizione favorevole, con la voglia di tuffarsi in un lungo viaggio all’interno di un universo fantastico, ostile e sognante al tempo stesso.

In fin dei conti, tralasciando considerazioni prettamente tecniche o relative ad aspettative legate all’abilità degli addetti al marketing, ciò che conta non è poter, anche solo per un paio d’ore, sognare ad occhi aperti?