La nuova frontiera del sostegno alle imprese si chiama crowdfunding, termine preso in prestito dalla Rete e che si può definire come finanziamento dal basso. Avete una grande idea ma le banche non vi degnano di uno sguardo? Chiedete agli amici, o a perfetti sconosciuti della Rete.

Questa realtà è già molto sviluppata negli Stati Uniti (dove serve per la raccolta fondi delle campagne elettorali) e in alcuni paesi europei. Ora si sta diffondendo anche in Italia. Il concetto è semplice: visto che sui social network ci sono praticamente tutti, e tantissime persone seguono le nostre idee, i nostri pensieri, perché non mettere un’idea e provare a vedere se pesca chi è disposto a finanziarla?

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Con il concetto che una persona ci mette l’idea e tante persone poco denaro ciascuna (mecenatismo 2.0) sono nate molte iniziative pubbliche: il re dei social network, Facebook, ha una sezione, Causes, che permette di raccogliere milioni di dollari per moltissime cause umanitarie; artisti esordienti alla prima mostra o al primo album, garantiscono ai sostenitori dei beneftis particolari; musei acquistano un quadro importante tramite i cittadini futuri visitatori; giornalisti free lance mettono in Rete un’idea, oppure la ricevono, per un reportage e una volta raggiunta la cifra cominciano il lavoro, come per esempio su Spotus.it, oppure YouCapital.

Più generico, e quindi più interessante per chi vuole mettere alla prova la propria idea, è Eppela, un vero portale di crowdfunding, che non distingue fra tipi di lavoro, ma solo fra progetti interessanti e meno.

Si tratta di un fenomeno ancora ristretto in Italia, dove ha sempre stentato a decollare il micropagamento (e quindi anche il microcredito online), ma molti analisti sono convinti che in tempi di crisi e con le regole ferree del credito bancario sia destinato a esplodere, soprattutto fra i giovani laureati.

Il funzionamento è semplice: si forniscono idea, business plan, ed eventuali ricompense per chi sosterrà il progetto. Il portale sostiene il progetto attraverso la sua valutazione, la sponsorizzazione, e trattiene una percentuale dei fondi, ma solo se si raggiunge la cifra totale necessaria per partire. In caso contrario, amici come prima e nessuno ci guadagna nulla.

Questo genere di piattaforme si stanno moltiplicando, e ovviamente tutto sta a identificare chi lavora meglio, ha più contatti e più trasparenza. Ma anche in Italia il dado è tratto.