Una saletta che funge da Baby Parking e ludoteca per bambini. Grande comodità nei centri commerciali, ma quando serve ai genitori che vogliono giocare al videopoker è ammissibile? Il caso della Sala Bingo sulla via Emilia nei pressi di Modena sta destando molto clamore, perché anche se tutto è in regola resta una domanda etica: si può permettere ai genitori di parcheggiare i figli in piena notte in un Baby Parking per poter giocare?

Un conto è preoccuparsi del tempo libero dei neo genitori, come ha fatto il sindaco di Salerno coi suoi asili in apertura notturna, un altro è collegare una specie di nursery come servizio aggiuntivo a un locale come una Sala Bingo, dove si scommette, si gioca, e a volte ci si rovina. La chiamano ludopatia, e secondo molti esperti è la forma di dipendenza più grave che dovremo affrontare nei prossimi anni.

Mamme e papà che passano ore a giocare, mentre i figli, anche piccolissimi, restano fino alle due del mattino parcheggiati nella nursery. Persino il responsabile del locale, Luca Tagliati, ha ammesso di aver cercato di riprendere alcuni genitori che parevano essersi dimenticati dei pargoli, ricevendo per tutta risposta insulti e minacce:

«Sta nella responsabilità del genitore capire quando è ora di dire stop e portare il proprio figlio a casa. (…) Noi siamo stati addirittura insultati quando in un’occasione abbiamo fatto presente a qualche genitore che era tardi: ci hanno addirittura messo le mani addosso.»

Il caso è diventato anche politico, perché sul tavolo del sindaco di Modena, Giorgio Pighi, sono arrivate segnalazioni, lettere di altri politici – come quella del consigliere regionale Matteo Riva – che chiedono di intervenire. Ma non è semplice: la sala rispetta tutte le normative, ha orari flessibili, vero (sette giorni su sette dalle 10 del mattino fino alle due di notte), ma i genitori hanno l’obbligo di visitare i bambini ogni 30 minuti, nella sala dove ci sono educatori e tutto l’occorrente: pannolini, giochi, merende. Per gli adulti che frequentano la sala, anche un ristorante.

La questione è molto delicata, perché incrocia temi come la dipendenza da gioco, la responsabilità individuale dei genitori e quella sociale di chi autorizza questo genere di sale e di giochi, a partire dalla Stato, nell’ambigua doppia veste di “biscazziere” di enormi introiti e di poliziotto che sa perfettamente come il gioco, compreso quello online – nuova frontiera – siano fonte di grande evasione e di potenziale riciclaggio di denaro sporco. E tutto questo mentre inconsapevoli bambini giocano. Gli unici, peraltro, che hanno tutto il diritto di farlo.

Fonte: QN