Baciami ancora” è l’ultima commedia romantica diretta da Gabriele Muccino, che uscirà al cinema il 29 gennaio.

Il film è il sequel, a dieci anni di distanza, dell’ “Ultimo Bacio” e narra le vicende amorose di un gruppo di amici oggi quarantenni.

Il regista Gabriele Muccino e il suo cast, da Stefano Accorsi a Pier Francesco Favino, piacciono molto al pubblico: difficilmente deludono il botteghino e spesso fanno incetta di premi.

Probabilmente sicuri del successo di questa pellicola, molti sponsor hanno pensato che riempire la pellicola di pubblicità fosse un’ottima operazione di marketing.

Infatti, già la prima inquadratura del film omaggia una nota casa produttrice nazionale di automobili. La marca delle autovetture ritorna pesantemente in tutta la pellicola.

Ai primi piani della marca di autovetture non mancano anche altri sponsor come la nostrana compagnia aerea, oltre ad accessori di note firme.

Sicuramente la pubblicità, poco occulta in questo caso, fa bene all’economia nazionale in questo periodo di recessione. Però all’interno di un film disturba e fa storcere il naso.

Oltre al problema degli sponsor, il film sembra anche accennare alla politica nazionale.

Così gli amici si dividono tra idee e schieramenti politici.

Marco (Pier Francesco Favino) è un “fascista”: si descrive come uomo di valori che quando scopre il tradimento della moglie è pronto al “delitto d’onore”! Egoista e calcolatore vive tra gli agi e poco si preoccupa di chi gli sta attorno. Alberto (Marco Cocci) invece è di sinistra: vestito come un hippy rincorre i suoi sogni, pochi e confusi. Non gli interessa lavorare né vivere dignitosamente, l’importante per lui è godersi la vita tra spiagge brasiliane e incontri occasionali. Lo stesso protagonista Carlo (Stefano Accorsi) è molto “Casini”: sempre molto elegante e diplomatico. Non prende mai posizione, ma gli piace sfoggiare belle macchine e colleziona belle donne. Tutti lo amano, anche se nessuno ne capisce il motivo.

La politica dovrebbe restare in Parlamento e gli sponsor sui cartelloni pubblicitari.

L’importante è considerare la pellicola di Muccino per quella che è in realtà: una commedia romantica senza grosse pretese.