La balbuzie è un disturbo del linguaggio molto frequente specialmente nei bambini. In quest’epoca fatta di stress e traumi, il numero di minori colpiti da questa problematica sembra aumentare, inevitabilmente fonte di grande preoccupazione per i genitori.

Cosa è la balbuzie? È un disturbo che può essere suddiviso principalmente in due categorie: balbuzie dovuta allo scorretto funzionamento delle corde vocali e posizionamento della lingua durante la pronuncia delle parole, e balbuzie dovuta alle condizioni psichiche del soggetto, correlata quindi a sintomi come stress e ansia o traumi durante la fase della crescita dei figli.

La balbuzie in se per sé si manifesta in più modi, dando origine a disturbi del linguaggio che possono anche coesistere tutti assieme nello stesso soggetto: ripetizione, prolungamento e blocchi.

  • Ripetizione: ha come caratteristica appunto la ripetizioni di parole, frasi o sillabe, come ad esempio “Ci-ci-ciao.”;
  • Prolungamento: si intendono appunto suoni allungati, vocali o consonanti allungate, ad esempio “Mmmmmmmammma”;
  • Blocchi: accade quando il flusso d’aria viene interrotto e le parole non escono, cadendo in una sorta di mutismo momentaneo.

In tutti e tre i casi, è necessario fermarsi un attimo, riprendere fiato e ripartire con il discorso che si stava facendo. Mai farsi prendere dal panico o dalla vergogna, è difficile, ma col tempo si impara. Difatti la balbuzie non deve assolutamente essere un problema nel nostro quotidiano, perché se così fosse, uscirne sarebbe ancor più difficile. Il primo passo verso la “guarigione” infatti è imparare a convivere con questo disturbo senza farsi fermare.

Questo disturbo può essere mitigato, che sparisca completamente è difficile, ma lo si può comunque dominare in qualche modo; esistono a tal proposito dei centri specializzati nella cura della balbuzie sia infantile che adulta, alcuni sono gratuiti mentre altri prevedono tariffe di pagamento.

Come prima cosa, forse non tutti sanno che la respirazione è importante e se viene effettuata in maniera scorretta può avere ripercussioni anche sull’organismo; respirare correttamente è la prima cosa che insegnano nel corso di una terapia, inspirando con il naso ed espirando con la bocca, il tutto senza gonfiare il petto ma bensì la pancia. Tutto ciò funge anche e soprattutto da tecnica di rilassamento.

Poi si prosegue con un programma terapeutico a seconda del tipo di balbuzie da cui si è affetti. Passando al caso specifico dei bambini affetti da balbuzie, il CILD (Centro Italiano Logoterapia Dinamica) dà alcuni consigli ai genitori su come comportarsi e come superare il “trauma”, proprio e del bambino, causato dalla comparsa di tale disturbo:

  • La prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico quando nel bambino compare la balbuzie. È importante non sgridarlo se ci mette troppo a paralre, ma bensì, meglio creare una comunicazione basata sulla tranquillità, stimolando il bambino alla parola;
  • Bisogna capire il perché della balbuzie del bamibino, quanto disagio prova a convivere con questo disturbo e come poterlo aiutare;
  • Esistono condizioni che favoriscono lo sviluppo della balbuzie, ad esempio lo stress, il divorzio dei genitori, un nucleo famigliare disastrato e alla deriva, bilinguismo e ritardo mentale assieme a molti altri;
  • È consigliabile rivolgersi a centri specializzati per la cura della balbuzie, intervenendo in modo tempestivo quando il disturbo si presenta, anche per i genitori, informarsi è molto importante.

Fonte: Cild