La domanda che Giovanni Floris ha posto ieri a Ballarò ai suoi ospiti, ovvero se l’abbandono di Michele Santoro possa costituire un danno alla TV di Stato, potrebbe quasi sembrare retorica. La Rai andrà a perdere una bella fetta di ascolti che potrebbero non tornare se non per una trasmissione similare ad Annozero, il talk di Santoro.

Finché Alessandro Sallusti de “Il Giornale” non ha commentato con un’uscita che è parsa un po’ fuori luogo, paragonando Annozero ai film porno che vengono trasmessi sulla Pay TV:

Galleria di immagini: Michele Santoro

“Onestamente penso che la Rai ci perda, ma bisogna intenderci… Se la Rai trasmettesse, come fa SKY, film porno a pagamento farebbe grandissimi ascolti. Ma la Rai è un servizio pubblico e deve bilanciare le cose e quindi all’interno di una faziosità ormai conclamata, perché sa cosa mi ha dato più fastidio di Santoro…”

Così, Sallusti, dopo aver fatto questo paragone abbastanza forte, ha rincarato la dose:

“Nella scorsa puntata di Annozero Santoro ha fatto vedere i bambini malati di Chernobyl. Beh, già usare i bambini malati di Chernobyl, che è una cosa parzialmente vera, ma all’interno di un servizio pubblico dovrebbe far vedere anche le migliaia di bambini salvati dalla ricerca nucleare…”

Il tutto appare come una voglia di sminuire il lavoro di Santoro in Rai, che pure è stato sempre abbastanza controverso, ma gli ascolti parlano chiaro, anche se qualcuno non vuole proprio ammetterlo. Inoltre, dire che quanto accaduto a Chernobyl è stato una realtà parzialmente vera appare un tentativo di cambiare la storia, forse in corrispondenza del referendum contro il nucleare dei prossimi 12 e 13 giugno.