Alzi la mano chi da bambina, almeno una volta, non si è truccata di nascosto mescolando ombretti e fard della mamma. Piccole principesse davanti allo specchio, con le scarpe dal tacco alto di 4 taglie più grandi, rossetto sbavato e occhi contornati di ombretto turchese. Il desiderio nascosto di ogni piccola incuriosita dai colori sgargianti del make up nella speranza di diventare più grande il più in fretta possibile.

Eppure uno studio recente ha evidenziato un aumento delle allergie cutanee durante l’infanzia, causato da un uso indiscriminato di cosmetici, creme, lozioni e deodoranti indirizzati per un pubblico adulto.

L’accessibilità a prodotti non idonei, reperibili in casa, e un mancato controllo o divieto da parte dei genitori, ha caratterizzato l’aumento di questo tipo di malattie.

Secondo l’Eaaci (European academy for allergy and clinical immunology) alla vigilia del Convegno “Skin Allergy Meeting”, a Venezia dall’11 al 13 novembre, dermatiti, rush cutanei, bolle, vescicole, eczemi sono scatenati dal contatto diretto con prodotti per il beauty contenenti una delle 26 sostanze elencate nelle linee guida dell’Unione Europea come altamente allergeniche. Non solo per i bambini.

Peter Schmid-Grendelmeier, Presidente del convegno, ha così commentato

Sempre più bambini utilizzano specifici prodotti per il trucco che possono innescare una reazione allergica sulla loro giovane pelle. Uno degli argomenti in discussione sarà proprio come assicurarci che venga sempre formulata una corretta diagnosi e che una terapia di successo e soprattutto una prevenzione diffusa siano messe in atto.

È anche per questo motivo, oltre che per una scelta etica, che in molti si avvicinano e si affidano a un acquisto di prodotti cruelty free, non testati sugli animali e contenenti un basso tasso di componenti chimici.