Abbiamo finalmente una Milano a misura di bambino: giocare nei cortili è un diritto dei piccoli. Il nuovo regolamento sancito dal Comune annulla i divieti condominiali, tranne in alcune fasce orarie.

E così, dopo la libertà di posteggiare la bicicletta, arriva finalmente quella di lasciare i propri figli a giocare in cortile. Anche se, purtroppo, ora i bambini ce ne sono sempre meno e, anche da piccolissimi, preferiscono i videogiochi o Internet agli oratori e agli spazi privati. Lontani, anzi lontanissimi gli anni del baby boom, quando le regole restrittive dei condomini costringevano i genitori ad altre alternative ai giochi in cortile per gli svaghi dei più piccoli, come gli oratori delle parrocchie, i vari corsi di nuoto, calcio, chitarra, inglese e perfino di piccolo circo.

Poi è sopravvenuta la crisi, con la conseguente diminuita disponibilità economica delle famiglie a sostenere spese extra per il tempo libero dei figli. Forse, queste considerazioni hanno indotto la giunta ad un ritorno alla tradizione e così è arrivato finalmente il provvedimento del Comune di Milano che sancisce il diritto dei bambini a giocare nelle aree dei palazzi, anche se spesso poco spaziose e parzialmente occupate.

La delibera della Giunta approvata dal Comune modifica l’articolo 83 del regolamento di Polizia municipale, consentendo ai bambini di giocare nei cortili condominiali, tranne nelle fasce orarie destinate alla quiete e al riposo, in particolare se nel palazzo ci sono anziani o malati.

L’assessore alla Qualità della vita, Chiara Bisconti, ha così dichiarato: ”I patti tra privati come i regolamenti condominiali dovranno adeguarsi alla Qualità della vita. Qualora l’assemblea condominiale si rifiutasse, qualsiasi condomino potrà fare ricorso al Tar con uno strumento a suo favore che lo tutelerà. La normativa attuale fa riferimento ai bambini come ”oggetto di tutela”, preoccupandosi soprattutto di difenderne l’incolumità. Vogliamo invece che sia riconosciuto il loro diritto ad essere protagonisti. La Giunta oggi ha fatto una scelta chiara, di principio riconoscendo i bambini come portatori di diritti e affermando il valore del gioco. Ma è anche una scelta concreta, perché è evidente che i patti tra privati come i regolamenti condominiali dovranno adeguarsi. Non è un’imposizione, ma un’opportunità. Una scelta di qualità della vita e anche uno strumento di maggior conciliazione dei tempi vita-lavoro per le famiglie”.

La delibera propone un’integrazione al Regolamento di Polizia urbana del Comune di Milano, prevedendo l’inserimento dell’art. 83 bis “Giochi dei bimbi nei cortili”. Peraltro, la Convenzione sui Diritti del Fanciullo del 20 novembre 1989 (ratificata dal Parlamento italiano con legge 27 maggio 1991 n. 176 e, dunque, vincolante per il nostro Paese), stabilisce all’art. 31: “Gli Stati riconoscono al fanciullo il diritto al riposo ed al tempo libero, di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e di partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica”.