Con l’arrivo della bella stagione, in tanti decidono di godersi le attese vacanze o un semplice weekend in compagnia della propria famiglia: sono molti, però, i bambini che hanno paura dell’acqua e alla vista del mare – come anche della piscina o della propria vasca da bagno – si trovano ad essere così spaventati tanto da non volersi neanche avvicinare.

La paura dell’acqua spesso è collegata ad un’insicurezza del bambino, che non si sente in grado di affrontare una situazione che risulta essere più grande di lui. Se non gestita in maniera appropriata e repentina la paura dell’acqua può trasformarsi in fobia, che sarà molto più difficile da contrastare. Per questo motivo ecco alcuni step per vincere la paura dell’acqua e godersi finalmente un bel bagno:

  • Approccio graduale. È fondamentale che il contatto con l’acqua avvenga in modo graduale, poco per volta, e non troppo velocemente: sia che si tratti della piscina che del mare un approccio troppo affrettato può essere traumatico per il bambino e potrebbe far scaturire una vera e propria fobia per l’acqua. Per questo motivo, specie se ci si trova al mare, è consigliato partire dal bagnasciuga, giocando anche da seduti, per poi avvicinarsi sempre di più all’acqua.
  • L’altezza è fondamentale. Specie se il bambino è molto piccolo bisognerebbe optare per delle spiagge che abbiano una lunga distesa di acqua bassa in modo che l’approccio sia veramente graduale. Ovviamente bisognerà evitare di entrare in acqua quando il mare è mosso o agitato.
  • Dargli sicurezza. Per vincere la paura dell’acqua è necessario che vi sia sempre un punto di riferimento in grado di conferire sicurezza, una persona che vigili sul bambino in modo che questo non corra alcun pericolo che possa spaventarlo o addirittura traumatizzarlo. In molti casi, infatti, la paura è anche colpa dei genitori che in maniera del tutto involontaria proiettano sui bambini i propri timori: al contrario bisognerà incoraggiarlo e rassicurarlo facendogli capire che l’acqua non è un problema.
  • Niente obblighi. Come già detto, l’approccio all’acqua dovrà essere graduale, senza traumi e, soprattutto, senza obblighi e senza fretta in quanto questi possono far scaturire nel bambino stati d’ansia ma anche ostilità e paura nei confronti del mare: anche se potrà essere molto lento, il ritmo dell’avvicinamento dovrà essere dettato dal bambino. Per questo motivo, specialmente nelle prime fasi, è meglio evitare anche dei semplici scherzi come spingerlo in acqua.
  • Braccioli e salvagenti. Per i primi anni, fino a quando non imparerà a nuotare, è sempre bene utilizzare braccioli e salvagenti: in questo modo non solo il genitore ma anche il bambino stesso si potrà sentire un po’ più sicuro e provare meno timore.
  • Corso di nuoto. Perché il bambino possa sentirsi più sicuro una volta arrivati al mare è sempre consigliato iscriverlo ad un corso di nuoto, sempre in maniera graduale, sotto la guida degli istruttori.