La diagnosi è complessa e per questo va affidata a specialisti. La complessità è dovuta al fatto che ogni bambino dislessico è diverso dagli altri.

Comunque, l’Associazione Nazionale Dislessia ha compilato delle linee guida che possono aiutare nella diagnosi. In genere la valutazione viene fatta da un’équipe di specialisti come neuropsichiatri infantili, psicologi e/o neuropsicologi e logopedisti.

Cosa fare se c’è il sospetto che il bimbo ne soffra?

Rivolgiti al suo pediatra, il quale ti saprà indicare l’iter da seguire per l’approfondimento diagnostico che verrà svolto dal neuropsichiatra e dallo psicologo, specializzati in disturbi di specifici di apprendimento. In seguito alla diagnosi, l’équipe di specialisti deciderà, qualora fosse necessario, il percorso rieducativo specifico per il tuo bambino e ti darà i consigli più idonei per poter aiutare tuo figlio.

COME UN GIOCO

Qualsiasi sia la terapia, l’importante è che sia svolta come un gioco. Il bambino, in questo modo, l’affronterà con maggiore entusiasmo, non si annoierà ed otterrà migliori e più rapidi risultati nell’apprendimento.

AFFRONTARE LA SCUOLA

Di recente in Italia la dislessia, o disturbi di specifici di apprendimento, è riconosciuta come malattia e come tale dà diritto a chi ne soffre di un trattamento specifico. Il 29 settembre del 2010 è stata approvata in Italia la prima legge sulla dislessia, mirata a favorire l’aiuto ai dislessici e che dovrebbe migliorare la situazione: la diagnosi diventerà un diritto, le scuole saranno obbligate ad aiutare i ragazzi e i genitori che dovranno seguirli potranno beneficiare delle agevolazioni.

Con la diagnosi precoce si offrirà il modo di poterla trattare in tempo e con la predisposizione di apposite strategie di apprendimento e delle nuove tecnologie, si forniranno gli strumenti di apprendimento indicati per i dislessici. Inoltre, è prevista una formazione specifica per gli insegnanti che saranno in grado di valutare gli alunni con DSA, di differenziare e personalizzare la didattica, permettendo così al bambino di raggiungere gli obiettivi e un sereno e proficuo inserimento nel mondo della scuola e nell’attività quotidiana.