La salute dei bambini è molto importante e tutelarla lo è altrettanto. Si sente spesso parlare di incidenti domestici e sovente, le vittime sono minori, come confermato da una ricerca dalla quale è emerso che i casi di intossicazione riguardano per il 44% i bimbi al di sotto dei cinque anni, e la maggior parte delle volte hanno come sfondo proprio la casa, l’ambiente apparentemente più sicuro che esista.

Questo capita spesso perché gli infanti tendono a portare alla bocca le cose per conoscerle meglio. E ciò per la salute dei bambini è altamente rischioso, poiché in casa si nasconodo mille e più inside: una goccia di detersivo caduta in terra, pesticidi e medicinali lasciati alla portata di chiunque, cibi avariati e via discorrendo. Basta quindi un attimo di disattenzione per temere il peggio.

Principalmente questi incidenti, oltre a essere causati dalla normale curiosità del bambino, sono frutto di disattenzione da parte di genitori e soprattutto della sottovalutata presenza di minacce in casa.

A tal proposito, la Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) fornisce ai genitori una serie di consigli per evitare questo tipo di incidenti e, nel caso che avvengano, dà indicazioni utili su come comportarsi. Innanzitutto, la prima cosa da fare in assoluto è evitare di mettere elementi potenzialmente tossici alla portata dei bambini. Per i medicinali, i pesticidi e i detersivi, meglio optare per ripiani alti; per il cibo avariato invece, anche se all’apparenza può sembrare ancora buono, sempre meglio controllare la data di scadenza.

Spesso, l’avvelenamento può essere causato accidentalmente dai genitori; ciò capita quando non si presta particolare attenzione alle scadenze dei cibi o dei farmaci somministrati, oppure quando se ne fa un uso scorretto magari mischiando più farmaci diversi. Attenzione anche agli agenti chimici che possono contenere tossine dannose.

Può capitare che negli adolescenti l’ingestione di sostanze tossiche, o di psicofarmaci lasciati alla portata di chiunque, sia volontaria; in tal caso meglio rivolgersi a un aiuto psicologico per cercare di risolvere le problematiche che affliggono l’adolescente in questione.

Cosa fare invece in caso di avvelenamento? Innanzitutto è sconsigliabile indurre il vomito alla vittima e anche somministrargli bevande o cibi. Meglio rivolgersi immediatamente a persone competenti illustrando la situazione; si possono chiamare guardie mediche, centri antiveleni o il pediatra di famiglia. Angelo Milazzo, della Sipps, dice la sua sul fenomeno dell’avvelenamento domestico, con le seguenti parole:

«A preoccupare i pediatri sono i dati più recenti relativi agli avvelenamenti in Italia: come segnalato dai Centri Anti Veleni, ogni anno vengono registrate oltre 67.000 richieste di consulenza e nel 44% dei casi si tratta di bambini sotto i 5 anni di età.»

Fonte: Sipps