Diciamo la verità, non sempre i bambini capiscono immediatamente il meccanismo che regola sonno e veglia, costringendo i genitori a estenuanti notti in bianco o, nel migliore dei casi, vari risvegli durante le ore di riposo.

I disturbi del sonno sono molto comuni fino al terzo anno di età, e almeno durante questo lasso di tempo è possibile aiutare i piccoli a regolarizzarsi e dormire serenamente senza interruzioni.

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A sostenerlo sono molti pediatri ed esperti nelle dinamiche del sonno dei neonati, che ribadiscono come capire la causa dei problemi legati alla nanna sia arduo, così come trovare una soluzione che si adatti a ogni bimbo. Una regola che vale per tutte le mamme e i papà, in primo luogo, è la necessità di essere costanti e cercare di cambiare le abitudini scorrette gradualmente.

Creare un rituale, una serie di azioni sempre uguali che precedono la nanna è molto importante. Tutta la giornata, inoltre, dovrebbe essere strutturata in modo tale che il piccolo riconosca alcuni punti fermi e sia rassicurato dalla routine quotidiana, in modo tale che anche la differenza tra le ore del sonno e quelle dedicate alle attività sia facilmente percepibile.

Fondamentale è anche evitare troppi stimoli o giochi vivaci prima del sonno, preferendo la lettura di un libro o comunque un’attività tranquilla che faccia rilassare il bimbo, facendogli capire che il momento di dormire sta per arrivare per tutta la famiglia.

Secondo gli esperti, inoltre, anche la presenza di più persone che si occupano del bambino durante il giorno può disorientarlo, costringendolo a interagire in modo differente con i genitori ed eventuali nonni, tate e chiunque se ne preda cura.

Se per i neonati è importante accertarsi che abbiano assunto latte a sufficienza, e quindi che il non voler addormentarsi non sia dovuto alla fame, per quanto riguarda i più grandicelli è possibile favorire il sonno introducendo alcuni cibi particolari durante la cena: tra questi i cereali, la frutta cotta e gli ortaggi verdi ricchi di clorofilla.