Nei {#bambini} i disturbi del sonno rappresentano un problema frequente, soprattutto nei primi mesi di vita. Ecco perché è importante che fin da subito i neo-genitori imparino a gestire il riposo dei più piccoli, anche grazie all’aiuto del pediatra.

La Federazione dei Medici Pediatri (FIMP) ha stilato una sorta di decalogo, frutto dell’esperienza decennale, finalizzato a istruire proprio i genitori in difficoltà. Com’è noto ci vogliono da 3 a 6 mesi prima di instaurare un ritmo sonno-veglia che si adatti al ciclo giorno-notte; a questa età il lattante dovrebbe dormire in media 6 ore di seguito.

Durante il primo anno di vita il sonno totale si riduce a 14-15 ore, mentre in seguito solitamente il bambino dorme per tutta la notte. Ma per far sì che la natura faccia il suo corso in maniera corretta e senza intoppi, il genitore deve instaurare con il neonato una sorta di rito della nanna (che deve essere sempre il medesimo e se possibile compiuto nello stesso luogo).

Questo significa che il bimbo deve ricevere fiducia e serenità durante questo rito, colmo di fiabe, nenie, musica e luci soffuse. Bisogna lasciare che scelga il compagno dei sogni (che può essere un orsacchiotto o la copertina preferita) e, dopo averlo rassicurato tra le braccia, prima che si addormenti lo si deve adagiare nel suo lettino, in modo tale da fargli associare quest’ultimo al sonno.

Se il bimbo si addormenta in braccio, invece, il rischio che corriamo è che durante i risvegli notturni non riconosca la sua stanza manifestando la volontà di non volersi più addormentare se non cullato dalle braccia del proprio genitore. Così facendo si innescherebbe un circolo vizioso: a ogni modo durante il risveglio il bimbo deve essere sempre rassicurato e poi aiutato a riaddormentarsi con il medesimo rito, a meno che non abbia effettivamente necessità di mangiare, soffra a causa della dentizione oppure debba essere cambiato.

La temperatura ideale della stanza, che deve essere sempre silenziosa e poco illuminata durante la notte, è di circa 20°C, e la posizione ideale per dormire è quella a pancia in su (per evitare la SIDS, sindrome della morte in culla). Nel caso il neonato soffra di reflusso gastroesofageo, il lettino va leggermente inclinato in modo che la parte superiore del corpo del neonato sia più alta dei piedini. Inoltre la FIMP sconsiglia farmaci o rimedi naturali per indurre il sonno, anche perché a volte non risolvono il problema e possono eccitare invece di calmare. Infine il bimbo non va coperto troppo durante i suoi riposini.

Fonte: Asca