Negli Stati Uniti ormai si vedono in tutte le classi, anche nelle materne: l’iPad e altre tavolette touch come aiuti pedagogici per i bambini, per giochi e varie attività. Ma sono davvero così necessari? Un convegno a New York dedicato al cervello dei bambini e all’esposizione alla tecnologia ha sollevato un dubbio: meglio non abusarne.

In particolare negli Stati Uniti e in Inghilterra, l’iPad ha goduto di una diffusione incredibile tra i più piccoli: secondo un recente sondaggio, il 15 per cento dei bambini tra i tre e gli otto ha già usato il tablet dei genitori, il 9 per cento ne ha uno proprio, mentre il 20 per cento possiede un iPod. Che l’iPad sia uno strumento rivoluzionario questo è indubbio.

In particolare per gli insegnanti, ai quali fornisce tramite le più disparate applicazioni utili strumenti e giochi per lo sviluppo mentale del bambino.

Tuttavia, come tutti gli strumenti, anche la tavoletta ha pregi e difetti: tra questi ultimi, la negazione della manipolazione, un tipo di esperienza fondamentale nell’apprendimento evolutivo. Apprendere quei movimenti necessari per utilizzare lo schermo tattile è davvero così importante, quando poi nella relazione quotidiana con gli oggetti e le persone sono indispensabili altri movimenti?

La cosa migliore, secondo gli esperti riuniti a questo convegno, è limitarne l’uso, non affidarsi soltanto a questi aggeggi, soprattutto a casa: purtroppo, l’iPad è diventato anche una baby sitter low cost nelle famiglie e questo è sbagliato. Anche perché interattivo non significa per forza educativo, così come il silenzio, la concentrazione del bambino sullo schermo non significa che è tranquillo, anzi: si sono già notate delle relazioni tra disturbi della concentrazione e uso smodato delle tavolette.

Fonte: Digital Trends