Buone notizie per i bambini che soffrono di otite, una comune ma dolorosa infezione dell’orecchio che spesso tormenta i piccoli fin dai primi mesi di vita. Un chewing-gum con xilitolo potrebbe spazzare via gocce e antibiotici, stando almeno a quanto afferma un nuovo studio.

Per i bambini, infatti, l’otite si rivela spesso molto dolorosa e, quando sono molto piccoli e non accora in grado di parlare, i genitori hanno non poche difficoltà a diagnosticare questo disturbo, trovando conferma solo in un’approfondito controllo del pediatra.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto, tuttavia, sostiene che per prevenire l’otite nei bimbi è molto utile masticare chewing-gum, o meglio, sfruttare le potenzialità benefiche di un dolcificante contenuto nelle comuni gomme da masticare: lo xilitolo.

In che modo avviene la prevenzione? È molto semplice: lo xilitolo è un antibatterico eccellente, e la sua azione potrebbe dare grandi risultati per limitare l’insorgere di infezioni nelle orecchie dei bambini, inibendo la proliferazioni dei batteri nel canale uditivo, responsabili dell’otite.

I risultati ottenuti dalla ricerca medica sono stati finora molto buoni, tanto che il numero di otiti nei bambini presi in esame si è ridotto del 25 per cento con l’uso dello xilitolo. Ci sono tuttavia ancora varie conferme da ricercare per poter completare lo studio, ma questa sostanza di origine vegetale sembra poter dare sollievo ai tanti bimbi che, ogni inverno e non solo, hanno a che fare con il mal d’orecchie.

Masticare un chewing-gum a base di xilitolo potrebbe quindi aiutare a prevenire l’otite, ma i ricercatori stanno studiano sistemi alternativi come, ad esempio, uno spray nasale che contenga questo preziono componente. In ogni caso, la stessa masticazione, aprendo le trombe di Eustachio, consentirebbe allo xilitolo di attivarsi e diffondersi.

Un ultimo consiglio: mai somministrare ai bambini un antibiotico senza consultarsi con il pediatra. Non sempre, infatti, la causa dell’otite è batterica ma può essere anche virale, e in questo caso potrebbe fare il suo corso e risolversi senza l’uso di antibiotici. È quindi indispensabile valutare se il bambino ha la febbre e se questa persiste per più di 48 ore, e constatare il suo stato di salute in generale facendo controllare le membrane timpaniche.

Una buona prevenzione, infine, è data da alcune semplici abitudini: evitare che il piccolo entri in contatto con il fumo passivo ed effettuare lavaggi nasali se manifesta i sintomi del raffreddore, per evitare accumuli di catarro. Gli esperti consigliano, inoltre, di allattare al seno il neonato fino ai sei mesi di vita, limitando quindi l’uso del biberon.

Fonte: Medpagetoday