Save the Children, dopo l’ennesimo disastroso terremoto che ha colpito il nostro Paese, ha stilato un decalogo per aiutare i bambini coinvolti a superare il trauma.

A seguito di un terremoto, tutti, grandi e piccini, ne risentono psicologicamente, anche chi non lo dà a vedere. La distruzione della propria casa e del luogo di appartenenza, la morte, lo smembramento della quotidianità sono le conseguenze del terremoto che più si ripercuotono sulla psiche, nel breve e lungo periodo. Il bambino ne può risentire ancora di più: per questo Save the Children ha deciso di pubblicare sul proprio sito un vademecum per cercare di proteggere i più piccoli dal trauma del sisma.

Un bambino coinvolto dal terremoto si trova di fronte a situazioni sconvolgenti in un’età in cui il trauma può attecchire creando forte disagio interiore. La propria casa – con i giochi, il tavolino per i compiti – è distrutta o si è costretti ad abbandonarla. Le lezioni a scuola sono sospese. I luoghi abituali diventano irriconoscibili. Si entra prepotentemente in contatto con la morte di qualche conoscente. Ci si scontra con la disperazione dei genitori.

Save the Children, pertanto, si preoccupa di far seguire ai genitori alcuni punti, semplici ma fondamentali, affinché il bambino possa assorbire il trauma col minor danno possibile. Il primo consiglio è quello di non tenere la TV troppo accesa: i media trasmettono in modo ossessivo e morboso le immagini di crolli e distruzioni, cosa che non fa di sicuro bene alla psicologia del bambino.

L’adulto non deve farsi troppo trascinare dagli eventi e, se è un genitore, deve stare vicino al figlio, ascoltarlo e sentire quali sono le sue percezioni al riguardo. Solo in un secondo momento, con le dovute cautele, bisogna spiegare al bimbo cosa è avvenuto: il genitore dovrà aspettarsi di tutto, dato che, in base all’età e al carattere, ogni bambino reagirà emotivamente e fisicamente in modo diverso.

Qualsiasi sia la reazione, bisogna cercare di tranquillizzare il bimbo, rasserenarlo, proteggerlo. Il bambino deve sentirsi al sicuro e il genitore deve rappresentare un modello. Compito dell’adulto è non lasciarsi andare a espressioni emotive violente o disperate. Bisogna mantenere la calma, perché tutto ciò che il genitore fa si riversa sul figlio, dato che l’uno è esempio per l’altro.

Un modo per donare tranquillità ai bambini è cercare di ripristinare, per quanto possibile, la quotidianità perduta: anche se ci si trova in un posto diverso da casa, bisogna far giocare il proprio figlio, farlo disegnare e permettergli di socializzare con gli altri bambini.

Infine, è importante che i bambini siano coinvolti negli aspetti positivi e costruttivi della nuova vita dopo il sisma: convincerli a dare una mano darà al bimbo l’impressione di avere il controllo su quanto accade intorno. La consapevolezza, il dialogo, l’affetto e la calma possono portare di nuovo la tranquillità interiore.

Fonte: Save the Children