Il più famoso dei giochi danesi è stato protagonista del Progetto ”Riprogettare le città con i Lego”: 110.000 mattoncini colorati assemblabili hanno sostituito carta e penna per disegnare il progetto e sono stati filmati in tutte le fasi dello sviluppo e del montaggio.

Il progetto, messo a punto dalla Newcastle University, sta per concludersi: è stata realizzata una minicittà ideale utilizzando migliaia di mattoncini Lego. La mostra interattiva ”The Great North Build” è durata un mese ed è stata ospitata nel New Castle’s North Museum, dove i cittadini, anche bambini e studenti, sono stati invitati a prendere parte alle problematiche relative allo sviluppo urbano della città.

Architetti, addetti ai lavori, anziani, bambini e studenti hanno collaborato ognuno con un’idea e un concetto personale sui metodi per favorire l’espansione, la crescita demografica e la qualità di vita e ognuno con un proprio suggerimento per gli elementi necessari al miglioramento dell’ambiente urbano. I temi più trattati nel corso dell’esposizione: la valorizzazione del centro storico, la costruzione di centri culturali, ospedali, aree verdi e la trasformazione delle aree industriali sono stati tra gli argomenti più trattati durante l’esposizione.

Da questa iniziativa parte il lavoro che svolgerà l’Institute For Social Renewal nel nuovo polo di ricerca dell’università di Newcastle diretto da Mark Shucksmith, il quale ribadisce l’importanza di affrontare queste tematiche mediante criteri nuovi e adeguati ai tempi: ovvero mettendo le competenze dei ricercatori al servizio dei cittadini e creando una vera collaborazione diretta con loro.

Perché sono i cittadini i veri fruitori delle città e conoscono, quindi, meglio di chiunque altro le loro reali esigenze, in base alle quali possono avere ed esprimere anche delle idee ed offrire agli addetti ai lavori spunti e suggerimenti per la realizzazione delle strutture più idonee allo scopo.

I bambini e gli studenti vengono coinvolti nel progetto con un obiettivo centrale: trasmettere ai bambini la consapevolezza della necessità di creare e vivere in spazi abitativi a misura d’uomo per una migliore qualità del costruire, del vivere e dell’abitare. È una nuova metodologia progettuale partecipativa che potrebbe essere applicata in altre realtà urbane. Saranno i risultati e la qualità della partecipazione a stabilirne la validità.

Da questa iniziativa vogliamo trarre una morale: ai bambini e agli studenti oggi viene data maggiore importanza nel contesto sociale in cui vivono. Perché i bambini di oggi sono realmente più consapevoli di quelli di una volta riguardo alle tante tematiche che si pongono oggi anche nel quotidiano. Non perché siano più intelligenti, ma perché hanno maggiori stimoli.