Ogni autunno è un dilemma destinato a ripresentarsi davanti ai genitori: sottoporre il proprio figlio alle vaccinazioni? E per quali malattie: tutte o solo quelle obbligatorie? E con quali rischi? Le famiglie non sanno cosa fare perché, sembra incredibile, non esiste una fonte scientifica certa che spazzi via tutte le supposizioni e le paure. Ultimamente, aumentano anche i casi di autismo che alcune mamme sono convinte siano dovuti al vaccino contro il morbillo, e una sentenza ha dato loro ragione, anche se il Ministero della Salute ha fatto ricorso.

Un tema straordinariamente delicato, che è cambiato molto rispetto agli anni passati. Chi ha più di 30 anni, probabilmente, non ricorda neppure questa ansia per le vaccinazioni di massa. Morbillo, varicella, rosolia, parotite, erano malattie che si accettava che i bambini facessero, e addirittura c’erano vaccini che si facevano soltanto ai maschi o alle femmine a seconda della reale pericolosità di queste in età adulta. Dalla vaccinazione per difetto si è passati, alcuni anni fa, a quella per eccesso: si è voluto debellare queste malattie, e l’unico modo per ottenere questo scopo era la vaccinazione di massa (perché altrimenti non ci sarebbe modo di evitare piccoli focolai infettivi in ogni comunità).

I benefici sono facili da immaginare: mortalità infantile ridotta a zero, salute pubblica più sotto controllo. Ma nei gangli di questa operazione sembrano essersi annidati molti casi particolari, gravi effetti collaterali. Famoso quello di una una ragazza di 29 anni che da quando ne ha 5 è in coma dopo una vaccinazione obbligatoria (antidifterica- tetanica). Il famoso vaccino trivalente sul quale persino l’associazione dei consumatori, dopo la sentenza che ha riconosciuto un errore medico (risarcimento record da oltre un miliardo!) ha chiesto il ritiro: risparmieremmo 114 milioni.

E poi ci sono i casi, mai del tutto chiariti, dell’autismo causato da alcuni vaccini. Ci sono madri pronte a giurare che esista questa relazione. Alcune di loro hanno trovato un sostegno nel Comilva, il Coordinamento del movimento italiano per la libertà di vaccinazione. Il loro concetto è chiaro:

«L’obbligatorietà dell’atto vaccinale è una violazione morale e fisica della libertà personale e di coscienza oltre che un’illogicità scientifica.»

Eppure, al di là di alcune considerazioni che si possono fare sul rapporto fra l’industria farmaceutica e queste vaccinazioni, l’unico studio (risalente al 1998) su autismo (per la precisione la Sindrome di Kanner) e vaccinazioni è stato clamorosamente smentito. Il ginecologo Salvo Di Grazia, sul suo blog Medbunker, raccoglie da anni documentazione per smentire le molte “bufale” che girano per la Rete: forme di complottismo che di certo non aiutano i genitori a prendere le decisioni giuste.

Dunque, che fare? Bisogna avere chiaro un principio: il rischio di contrarre una malattia grave, in un ambiente diverso da quello dove eventualmente il bambino non è stato sottoposto ai vaccini, è superiore ai possibili (e comunque rari) effetti collaterali dei vaccini stessi. In altri termini: se vivessimo in un paese perfettamente isolato, la mamma che non vaccinasse il figlio sarebbe furba, perché suo figlio non rischierebbe comunque nulla – essendo tutti gli altri vaccinati e debellate le epidemie – e avrebbe il vantaggio di non aver rischiato neppure l’effetto collaterale. Ma siccome il mondo è vario e le persone si spostano, quel figlio, quando sarà adulto, potrebbe rischiare grosso anche solo prendendo un treno o un aereo, e venire colpito da un ceppo sconosciuto al suo organismo, che non si sa a quel punto come potrebbe reagire.

Forse la soluzione è nella via di mezzo: perché non evitare troppi vaccini tutti assieme? La verità è che questa modalità è giustificata da una visione economicistica: meno tempo, meno spese per tutti. Meglio fare le cose con calma e decidere di volta in volta. Affidandosi solo a fonti sicure e di reputazione, come la Società italiana di pediatria, senza naturalmente dimenticare le testimonianze dei genitori associati che raccontano le loro vicende e cercano di stabilire cosa è accaduto ai loro figli.

Fonti: Comilva; Medbunker