Per molti bambini l’inizio dell’autunno, e della scuola, segna anche l’appuntamento consueto con la visita dal pediatra. Tra bilanci di salute, cure preventive per rinforzare il sistema immunitario e primi raffreddori, la figura di questo medico rappresenta un punto di riferimento per quasi tutti i genitori.

Fino a che età è possibile far visitare i bambini dal pediatra? Esiste una normativa precisa a riguardo, secondo la quale i bimbi fino a sei anni devono essere seguiti obbligatoriamente dal pediatra, mentre la scelta è facoltativa dai sei ai quattordici anni. Raggiunta questa età anche per i giovanissimi arriva il momento di andare dal medico di famiglia, e solo in alcuni casi (malattie croniche, ad esempio) fino al compimento dei sedici anni.

Per molte mamme e papà si tratta di una decisione spesso difficile da prendere, soprattutto tenendo conto della difficoltà che spesso le famiglie incontrano nel trovare un pediatra valido, e pubblico, già alla nascita del bambino. Marina Picca, Presidente della Società Italiana Cure Primarie (pediatri di famiglia), ribadisce l’importanza di questo passaggio.

«Il passaggio dal pediatra al medico di medicina generale è un momento particolarmente delicato, indipendentemente dal momento in cui avviene, e avrebbe bisogno di un’attenzione particolare. Purtroppo non vi sono indicazioni o linee guida da seguire, per cui la modalità in cui avviene la transizione è largamente dipendente dalla volontarietà di cui si fanno carico i singoli medici e le singole famiglie. Anche la scheda clinica, che comunque la maggior parte di noi pediatri consegna alla famiglia al momento del passaggio, non è codificata da alcuna norma generale, né il medico dell’adulto è tenuto a richiederla.»

Potersi rivolgere a un medico esperto, scrupoloso, che conosce il proprio figlio dalla nascita e ne ha seguito la crescita nei primi anni di vita è fondamentale per tutti i genitori, che spesso e volentieri preferirebbero continuare a far seguire i bambini dal pediatra di fiducia anche all’inizio dell’adolescenza. Lo sottolinea anche Giuseppe di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale.

«Le cose sono molto cambiate negli ultimi anni. Dieci anni fa la percentuale di bambini della fascia 7-14 anni assistita dal pediatra era, su base nazionale, appena del 40%, mentre oggi supera l’80% sia pure con differenze da zona a zona. Un segno inequivocabile e confortante della fiducia sempre maggiore che le famiglie hanno dei pediatri e della pediatria italiana.»

È proprio nella pubertà che spesso si manifestano problematiche e cambiamenti difficili da gestire da parte delle famiglie, anche di natura psicologica, pertanto il supporto di un esperto nell’area infantile e adolescenziale può rivelarsi molto utile. Può anche succedere che la necessità di rivolgersi al medico si verifichi soprattutto con l’inizio dell’anno scolastico, subito dopo la fine dell’estate. Ecco che cosa ne pensa il pediatra di famiglia Roberto Marinello.

«I mesi estivi, specie quando si è nell’età dello sviluppo puberale possono produrre cambiamenti fisici e psicologici di grande rilievo negli adolescenti (in particolare nelle femmine) che talvolta tornano dalle vacanze come trasformati. È quindi importante effettuare un controllo medico generale che registri la situazione.»

Fonte: Corriere