I bambini sono sempre di meno nel nostro Paese. Spesso non hanno un’assistenza omogenea nelle varie realtà territoriali. Eppure…

…i bambini italiani sono sani, anche grazie a una rete di protezione familiare che spesso si sostituisce alle reti di servizi sociali ancora carenti e disomogenee lungo l’arco della nostra Penisola. Una situazione evidenziata nel “Libro Bianco 2011 La salute dei bambini” – realizzato da Società Italiana di Pediatria (Sip), Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Società Italiana Medici Manager.

Ha spiegato Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. “L’Italia non è un Paese a misura di bambino. Tutte le politiche del welfare non sono orientate ai bisogni dell’infanzia e non incentivano le giovani coppie a mettere su famiglia”.

Infatti, ora nascono più bambini al nord, dove ci sono migliori misure di welfare e quindi sono più alti i valori di natalità. Secondo i dati segnalati dal “Libro Bianco 2011 La salute dei bambini” il nostro Paese rischia anche di rimanere un Paese di “nonni senza nipoti”.

Inoltre, secondo i dati dell’Osservatorio, esiste una ”profonda disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni, quindi le opportunità di salute non sono le stesse per tutti i bambini italiani. Disomogenea è anche l’assistenza ospedaliera in pediatria”.

”Anche se – secondo l’indagine – oggi i bambini italiani possono ancora fare affidamento su una fitta rete di pediatri territoriali, ma c’è il rischio che già a partire dal 2015, i pediatri disponibili per l’assistenza primaria ai bimbi italiani diminuiscano in modo drastico in quanto una grande quota di questi andrà in pensione”.