I bambini iperattivi potrebbero essere vittime di alcuni disturbi legati alla respirazione notturna. Un recente e monumentale studio scientifico ha provato che iperattività, aggressività e disturbi dell’attenzione sarebbero legati al modo in cui i bambini respirano durante il sonno.

L’iperattività è un disturbo da non sottovalutare e, tuttora, difficile da diagnosticare. I bambini iperattivi appaiono energici, poco concentrati, inclini alla noia; passano velocemente da un’attività a un’altra senza portarne a termine nessuna. Alcuni bambini sono plusdotati: dispongono di più energia rispetto agli altri bambini, il loro livello di eccitabilità è piuttosto elevato e, soprattutto, presentano un quoziente intellettivo superiore alla norma. In quest’ultimo caso, gli iperattivi plusdotati hanno un forte picco di concentrazione che, però, scema in pochissimo tempo. I bambini iperattivi, infatti, tendono a distrarsi molto facilmente.

Non esiste un solo tipo di iperattività: ci sono i bambini iperattivi disattenti, cioè con deficit di attenzione; quelli impulsivi, vale a dire aggressivi; quelli combinati, che presentano entrambe le caratteristiche. Spesso tali disturbi sono associati ad altri disturbi, quali quello della condotta e quello dell’apprendimento, con la conseguenza che l’iperattività è difficile da riconoscere. Tuttavia, recenti studi fanno ben sperare anche per una tempestiva diagnosi dell’iperattività.

Tale disturbo, infatti, sarebbe legato alla respirazione notturna. La professoressa Bonuck della Yeshiva University ha realizzato una ricerca durata circa sei anni per individuare le cause che portano a problemi socio-emotivi. Alcuni bambini sarebbero diventati iperattivi a causa di disturbi della respirazione notturna: l’apnea, il russare e la respirazione con la bocca anziché con il naso.

La ricercatrice ha analizzato il sonno dei bambini in esame in un arco di tempo lunghissimo: dai sei mesi ai sei anni. Allo studio del sonno si è affiancata la raccolta di dati ottenuti tramite compilazione di questionari all’età di quattro e sette anni. I questionari erano tarati su una scala di valutazione comprendente l’analisi dell’iperattività, della difficoltà di attenzione, dei comportamenti trasgressivi e di problemi emotivi come ansia e depressione.

La relazione tra una respirazione sbagliata e l’iperattività dei bambini sarebbe così provata. Ma qual è il nesso tra le due cose? I problemi respiratori riducono il livello di ossigeno nel cervello, aumentando il livello di biossido di carbonio nella corteccia prefrontale. In questo modo vengono interrotti i processi di riparazione del sonno, causando i disturbi ormai noti, come il deficit dell’attenzione, la capacità di pianificare in anticipo, di organizzarsi, di saper regolare le emozioni, di frenare i comportamenti negativi.

Tuttavia, i problemi respiratori dei bambini avrebbero cause molto particolari. Tra queste, vanno ricordate il fumo in gravidanza, specialmente nel primo trimestre, e il basso peso del bambino alla nascita.