I bambini italiani sono in cima al podio tra gli europei per maleducazione, soprattutto quando si trovano all’estero. Ma di chi è la colpa quando un minore compie un gesto irrispettoso e dannoso anche nei confronti di un coetaneo? Dei genitori, naturalmente.

I gesti di maleducazione dei bambini devono essere seguiti da un rimprovero e una sonora strigliata da parte dei genitori, ma non basta: a monte del danno, infatti, c’è evidentemente una carenza nel metodo educativo, quindi se occorre mamma e papà devono pagare i danni.

Questo è quanto ha stabilito la Cassazione, che ha capovolto la sentenza della Corte d’Appello di Bologna in merito a una vicenda che ha come protagonista un minore: durante una partita di calcio, infatti, il bambino aveva colpito un compagno con una testata.

Accusati di cattiva educazione, i due genitori del ragazzo erano stati inizialmente sollevati da ogni responsabilità, tuttavia la Cassazione ha ritenuto opportuno sanzionare i familiari rei di non aver educato a dovere il proprio figlio, unico modo per evitare gesti di estrema maleducazione, e anche violenza, come quello avvenuto in questo episodio.

Non importa, quindi, se in un determinato momento per i genitori sia impossibile intervenire fisicamente per evitare che i figli compiano azioni dannose, ma quello che conta è la prevenzione.

«Occorre dimostrare di aver impartito al figlio una buona educazione e di avere esercitato su di lui una vigilanza adeguata, il tutto in conformità alle condizioni sociali, familiari, all’età, al carattere e all’indole del minore.»