Che sia a tre anni, o anche prima, per ogni bambino arriva il momento di socializzare con i coetanei, e fare il suo ingresso al nido o alla scuola dell’infanzia. È un cambiamento importante e rappresenta anche un distacco da mamma e papà che, non sempre, è facile da affrontare. Altrettanto difficile è, tuttavia, scegliere la struttura più adatta per un figlio.

In Italia ci sono ottime scuole e molti professionisti, e certamente ciascun genitore pondera ogni aspetto della scuola o asilo prima di lasciarvi il proprio bambino. Pulizia, personale qualificato, opinioni di chi c’è già passato, sono tutti elementi da prendere in considerazione, ma si può essere veramente sicuri nell’affidare un bimbo ad altre persone?

Certamente non bisogna fare di tutta un erba un fascio, tuttavia basta un episodio particolare per far piombare una madre e un padre nell’angoscia e nel dubbio. Solo un paio di giorni fa, ad esempio, la vicenda accaduta a un bimbo di Borgotaro, nel parmense, offre molti spunti di riflessione. A soli cinque anni, infatti, è fuggito dalla scuola dell’infanzia che frequenta per tornare a casa, percorrendo oltre seicento metri sotto la pioggia.

Tralasciando per un momento i pericoli che il piccolo ha corso durante il tragitto, tra strade da attraversare e incontri con persone poco affidabili, il fatto sconcertante è che nessuno si è accordo della sua assenza dentro la scuola. L’assessore comunale all’Istruzione ha così commentato:

Sono cose gravi, l’errore delle insegnanti c’è stato e d’accordo con il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale saranno presi i provvedimenti del caso. La scuola è sempre stata considerata ottima sotto ogni profilo, ma un fatto del genere non doveva succedere.

La madre del bimbo, dal canto suo, dopo averlo accolto e constatato il suo disorientamento, ha chiesto spiegazioni al personale dell’istituto, ignaro dell’accaduto. Che questa “svista” sia dovuta alla carenza di personale, al sovraffollamento della scuola, oppure a una momentanea distrazione, il pensiero che la vicenda poteva concludersi tragicamente rappresenta senza dubbio un campanello d’allarme per molti genitori, e per chi ha la responsabilità di garantire la sicurezza nelle strutture create per i minori.