A casa con mamma e papà, anche dopo i 30. Un ex ministro dell’economia, Padoa Schioppa, li definì bamboccioni, entrando di diritto nella storia delle definizioni giornalistiche fortunate, ma anche ingiuste. Perché i dati di Bankitalia parlano chiaro: le case costano troppo.

Il rincaro degli affitti, il precariato del lavoro che occlude ogni possibilità di mutuo bancario, hanno stretto in una morsa le nuove generazioni, impossibilitate di fatto a costruirsi un avvenire a partire da quattro mura e un tetto. Così, restano coi genitori. La percentuale di persone tra i 18 e i 34 anni che vivono con mamma e papà, già alta negli anni Ottanta, è arrivata al 60 per cento, nonostante il 43% di loro abbia un lavoro. Si tocca l’iperbolica quota del 90 per cento per gli under 24, che ancora studiano.

La relazione di palazzo Koch, stilata dagli economisti Francesca Modena dell’Università di Trento e Concetta Rondinelli, spiega bene la relazione tra fattori economici e “scelte” (per modo di dire) dei giovani:

«Un aumento delle quotazioni immobiliari di circa 700 euro al metro quadro riduce la probabilità di lasciare la {#famiglia} di origine di circa mezzo punto percentuale per gli uomini e di oltre un punto percentuale per le donne.»

Se poi si guarda all’aumento del costo delle case – perché può sempre darsi che un giovane abbia voglia e modo di comprarsela – la proporzione è perfetta: a ogni punto percentuale di costo in più si riduce la propensione a lasciare il nido, nella stessa misura. Con buona pace di chi un po’ frettolosamente ha sempre individuato nella difficoltà a lasciare la casa dei genitori un’impreparazione alla vita di tipo culturale. Basti pensare che un giovane su tre che vive da solo in realtà abita in una casa donata dai genitori.

«La transizione all’età adulta sta divenendo sempre meno il risultato di scelte individuali e sempre più un compromesso tra un crescente desiderio di indipendenza e la necessità di avere una protezione contro il rischio di povertà.»

Mario Draghi, presidente uscente della Banca d’Italia, ha lanciato l’allarme: bisogna pensare ai giovani. E qualche proposta, nel documento, c’è, in particolare l’housing sociale. Che permette di realizzare nei comuni abitazioni destinate alle giovani coppie, con metodi e griglie completamente dversi da quelli delle case popolari.

Fonte: Banca d’Italia