Avete presente Barbie? Sì lei, proprio lei, quella bambolina bionda, occhi azzurri, vitino da vespa, tette grosse e tutta plastica. Barbie. Gioia e dolore di ogni bambina un po’ cicciotta, troppo scura di pelle e con gli occhi banalmente marroni. Quella grandissima gnocca di Barbie che non ha neppure un pelo sulle gambe, neanche un filo di cellulite, un sorriso perfetto e una vita immacolatamente rosa.

Barbie: la più grande bugia che qualche genio del marketing ha raccontato a maschi e femmine. I primi illusi di poter trovare ovunque una ragazza così, in carne ed ossa, le seconde convinte di poter diventare così,proprio grazie alla plastica.

Che mondo sarebbe senza Barbie? Un mondo bellissimo! Senza bambine che come più grande aspirazione hanno la tinta gialla ai capelli (giuro, mi è capitato dal parrucchiere, avrà avuto 7 anni al massimo e la mamma la prendeva in giro dicendole che dopo lo shampoo speciale che le avevano applicato in testa il sole le avrebbe fatto diventare i capelli gialli), il rossetto rosa shock alle labbra e lo smalto arancione alle mani.

Non voglio l’ecatombe della razza “Barbina”, ma semplicemente la diffusione di bambole Johanne, Martine e Cosettine che indossino una taglia 46, che siano bruttine e che magari abbiano qualche pelo sulle braccia perché di bambine in sala d’attesa dall’estetista per la ceretta non se ne può davvero più!

Sogni ad occhi aperti perché, mentre io vaneggio, a Tapei inaugurano il primo Barbie Cafè ripieno di Barbie Girl orientali pronte a servire ai tavoli. Nausea…